17/04/2009

Quando i turisti molestano le Geishe

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La figura della Geisha è una della caratteristiche più conosciute della società giapponese. In tutti i depliant turistici non manca mai una foto di una Geisha; è il sogno di ogni turista, specialmente se maschio, farsi fotografare insieme ad una di queste variopinte ragazze. Purtroppo, come tutte le tradizioni della società nipponica, anche le Geishe sembrano in declino:  le modernità, la perdita di interesse per le tradizioni, la mancanza di spirito di sacrficio sono tra i fattori principali che stanno segnando questo trend negativo. Ma in questi ultimi tempi sembra che ci sia un risveglio di questa tradizione, un'inversione di tendenza.
In questi ultimi tempi sta cominciando a diventare molto fastidioso un comportamento, a dir poco maleducato, dei turisti occidentali nei confronti delle Geishe. Dal punto di vista turistico la Geisha è un forte richiamo per Kyoto la città che è un po' il loro quartiere generale. Con grande mancanza di rispetto verso questo mondo e verso queste operatrci, il turista si sente leggitimato, quando incontra una Geisha, a toccare il vestito, a controllare con la mano se l'acconciatura è vera o è posticcia. Alcuni addirittura fanno irruzione nei locali, dove qualche facoltoso cliente sta banchettando in compagnia di una Geisha, con l'intenzione di scattare qualche foto-ricordo.
Per combattere la maleducazione dei turisti, l'ufficio del turismo ha fatto affiggere dei cartelli in inglese in cui si chiede di portare rispetto alle Geishe.
In effetti le Geishe sono persone che compiono il loro lavoro e non delle bambole messe lì per i turisti e per ricordare il vecchio Giappone.

La Geisha, contrariamente a quanto ancora si continua a pensare in Occidente, non è una prostituta, ma una intrattenitrice, un'artista. Una Geisha deve conoscere le danze tradizionali, deve saper tenere una conversazione, condurre la cerimonia del tè, deve conoscere la letteratura e la poesia, deve saper indossare il Kimono Insomma la sua preparazione deve essere approfondita ed elevata se vuole avere successo come Geisha. Il mestieri della Geisha è antico e, nonostante il passare del tempo, moltissimi suoi tratti caratteristici sono rimasti inalterati. In tempi moderni vengono accettate solo ragazze che abbiano frequentato la scuola media, che abbiano meno di 18 anni e che abbiano il consenso dei genitori. Una volta apprendista, le ragazze dovranno ancora studiare per anni seguendo una Geisha che insegnerà loro i segreti di questo mestiere. Alla fine del percorso formativo le Maiko diventeranno delle vere e proprie Geisha.

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23/04/2008

Il ritorno delle Geisha

accbec72778f82b1b08e6945282b6d8f.jpgLa figura della Geisha è una della caratteristiche più conosciute della società giapponese. In tutti i depliant turistici non manca mai una foto di una Geisha; è il sogno di ogni turista, specialmente se maschio, farsi fotografare insieme ad una di queste variopinte ragazze. Ma, come tutte le tradizioni della società nipponica, è in costante declino: prima del 1955 si contavano sempre più di 100 Maiko, apprendiste Geisha, a Kyoto, la capitale di questa forma di intrattenimento. Dalla metà degli anni '50 il loro numero è stato sempre inferiore alle 100 Maiko con un record negativo di 28 registrato nel 1975. Le modernità, la perdita di interesse per le tradizioni, la mancanza di spirito di sacrficio sono tra i fattori principali che stanno segnando il declino della figura della Geisha.
Qualche spiraglio, di una inversione di tendenza, però si intravede: è di questi giorno la notizia che a Kyoto è stata accettata la Maiko numero 100, una certa Keiko, una ragazza di 16 anni di Osaka.

La Geisha, contrariamente a quanto si continua a dire in Occidente, non è una prostituta, ma una intrattenitrice, un'artista. Una Geisha deve conoscere le danze tradizionali, deve saper tenere una conversazione, condurre la cerimonia del tè, deve conoscere la letteratura e la poesia, deve saper indossare il Kimono Insomma la sua preparazione deve essere approfondita ed elevata se vuole avere successo come Geisha. Il mestieri della Geisha è antico e, nonostante il passare del tempo, moltissimi suoi tratti caratteristici sono rimasti inalterati.
In tempi moderni vengono accettate solo ragazze che abbiano frequentato la scuola media, che abbiano meno di 18 anni e che abbiano il consenso dei genitori. Una volta apprendista, le ragazze dovranno ancora studiare per anni seguendo una Geisha che insegnerà loro i segreti di questo mestiere. Alla fine del percorso formativo le Maiko diventeranno delle vere e proprie Geisha.

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25/03/2008

Arriva la Primavera

95fa1edd0c481a43d68ab44b2fe4e9c5.jpgL'albero di ciliegi "Sakura" è forse uno degli elementi più conosciuti del Giappone. La spettacolare fioritura dei ciliegi, che ogni anno dà il via alla primavera, attira frotte di turisti anche per i numerosi festival, in giro per il paese, che accompagnano questo evento, vero e proprio spettacolo della natura.
Ogni anno, alla fine dell'inverno, quando le temperature cominciano ad essere tiepide, inizia lo spettacolo della fioritura dei ciliegi. Naturalmente, a causa delle condizioni climatiche. non in tutto il paese avviene nello stesso momento, ma gradualmente, da sud (Okinawa), e risalendo verso nord (Hokkaido), tutto il paese festeggia questo evento che simbolizza l'arrivo della primavera e il risveglio della natura.
La fioritura dei ciliegi è uno degli spettacoli maggiormente attraggono i turisti, specialmente quelli stranieri che rimangono affascinati dall'esplosione di colori e di profumi che accompagna questo evento. Feste e riti in tutto il Paese salutano questo spettacolo e la gente si riunisce sotto i ciliegi in fiore per mangiare e bere.
Se vi capiterà tra le mani un depliant turistico sul Giappone, state pur certi che vi troverete una foto con dei cigliegi in fiore, meglio se con il monte Fuji sullo sfondo: è un classico.

Anche quest'anno la fioritura è arrivata puntuale, anzi con qualche giorno di anticipo sulle previsioni che ogni anno preparano le società di previsioni meteo. A Tokyo e nella prefettura di Shizuoka i ciliegi sono sbocciati con sei giorni di anticipo mentre nel sud del Paese, nella prefettura di Kumamoto, l'anticipo è stato di due giorni.
Secondo l'Agenzia Meteorologica le giornate calde di questo periodo hanno velocizzato il processo di fioritura.
L'inizio della fioritura è accolta in tutto il Paese con feste e riti. La gente si riunisce sotto i ciliegi in fiore per mangiare e bere.

12/11/2007

La festa di "Schichi-Go-San"

38b4bec266dc42a6712fb70c3b52e0b3.jpgIl 15 Novembre si festeggia in Giappone la festività del "Schichi-Go-San", letteralmente 7-5-3, per onorare quei bambini che devono affrontare particolari riti di passaggio durante quegli anni della loro crescita.
Festa della tradizione buddista, risale addirittura al periodo Heian, VIII - XI sec., e veniva festeggiata presso la nobiltà. Solo durante il periodo Meiji la ricorrenza venne adottata da tutta la popolazione.

I numeri si riferiscono all'età dei bambini e delle bambine. Sono considerati dei numeri fortunati e in queste età i piccoli attraversano particolari riti di passaggio.
A tre anni ai bambini e alle bambine, che fino ad allora avevano il cranio rasato, veniva permesso di avere i capelli. A cinque anni i bambini ricevono l'hakama, un tipico indumento giapponese indossato specialmente fra la classe dei samurai. A sette anni, infine, le fanciulle, per la prima volta, possono legare i loro kimono con il tradizionale obi e non con una semplice corda.

Essendo dei riti che riguardavano i bambini della classe dei samurai, al giorno d'oggi la tradizione è cambiata, soprattutto per quello che riguarda i bambini di tre anni. E' vero però che in questa giornata, che non essendo una festività pubblica viene celebrata nel fine settimana più vicino, molti bambini, per la prima volta, indossano il kimono e i genitori li portano in templi buddisti per augurare loro una vita piena di salute e per scacciare gli spiriti maligni.
Infine tutti i bambini di quelle età ricevono il Chitoseame, una caramella lunga e sottile in un involcruo con disegni di gru e tartarughe che, secondo la tradizione nipponica, rappresentano un augurio di una lunga vita.

11:43 Scritto da: parsifal661 in festività | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: feste, shichi-go-san, tradizioni | OKNOtizie |  Facebook

22/09/2007

Una donna getta nel panico il mondo del Sumo

a26ba61cf2c464d6024eff5b966ba4f0.jpgPanico durante uno dei sei tornei principali di Sumo che si svolgono nel Paese durante l'arco di un anno. Nel torneo di Tokyo una donna, forse una squilibrata, eludendo la sicurezza, ha tentato di salire sulla pedana dove è il ring entro il quale si svolgono gli incontri. L'intrusa, si precisa, non è però riuscita ad entrare nel ring ed è stata prontamente bloccata da uno degli arbitri e da uno dei due lottatori che erano in procinto di iniziare il loro incontro.
Il panico sta nel fatto che il ring, del diametro di 4.6 metri, è considerato sacro, e interdetto alle donne, in questo sport che viene praticato in Giappone da ormai più di mille anni.

Il sumo è uno sport, ma non può essere paragonato ad altri fenomeni sportivi quali il calcio, il baseball o la boxe: è qualcosa di più di una semplice attività sportiva. Il sumo è un insieme di sport, cultura e religione ed è proprio questo mix che rende affascinante questa forma di lotta. Il ring è sacro e la donna, che ancora oggi è considerata un elemento impuro, non può assolutamente accedervi
Nel 2001 il sindaco donna di Osaka, che doveva premiare il vincitore del torneo, dovette affidare l'incarico ad un rappresentante maschile del governo.

22:20 Scritto da: parsifal661 in cultura | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: sumo, tradizioni | OKNOtizie |  Facebook