29/04/2008

Luci ed ombre sui rapporti con Mosca

52f75a9093eda678034ffbaf9293371b.jpgUn importante accordo economico è stato stipulato tra Giappone e Russia durante la visita che il Premier Yasuo Fukuda ha compiuto in Russia dove ha incontrato il Presidente Vladimir Putin e il suo prossimo successore Dmitry Medvedev. L'accordo, riguardante il campo dello sfruttamento delle risorse naturale, consiste in una joint-venture tra la Irkutsk Oil e la Japan Oil, Gas and Metals National Corporation per l'esplorazione e lo sfruttamento in una zona al largo della Siberia. L'accordo, dal valore di circa 10 miliardi di Yen, avrà una durata di 5 anni.
Altro argomento caldo nelle discussioni tra i leader dei due paesi ha riguardato l'annoso contenzioso, che ormai si potrae da oltre 60 anni, delle 4 isolette delle Curili che il Giappone rivendica, ma che la Russia non sembra disposta a restituire. Al di là delle buone intenzioni non si riesce a trovare un accordo a questo problema che aprirebbe poi la strada alla stipula di un trattato di pace che metterebbe ufficialmente la parola fine al conflitto armato tra i due paesi iniziato il 9 Augusto del 1945 quando l'allora Unione Sovietica dichiarò guerra al Giappone scatenando l'operazione "Tempesta d'Agosto".

Le piccole isolette, Iturup, Kunashiri, Shikotan e Habomai, vennero invase dall'Unione Sovietica sul finire dell'Agosto del 1945. Il Giappone era ormai uscita sconfitta dalla Seconda Guerra Mondiale, aveva subito gia due bombardamenti atomici e il 2 Settembre, a bordo della USS Missouri, firmò la resa incondizionata nel conflitto contro le forze alleate. Il 9 Agosto l'Unione Sovietica dichiarò guerra ad un Giappone ormai moribondo ed invase quello che rimaneva dell'Impero coloniale nipponico.
Per quanto riguarda le 4 isole, nel trattato di San Francisco del 1951 il Giappone rinunciava al loro possesso, ma l'accordo non venne firmato dall'URSS e quindi per Tokyo rimane in vigore un trattato bilaterale, stipulato nel 1855 a Shimoda, in cui si precisava che le 4 isole, che il Giappone chiama "Territori settentrionali" e la Russia "Curili meridionali", appartengono al Giappone.

Nonostante questo contenzioso, comunque i rapporti tra i due paesi, sono buoni anche se farebbero un salto di qualità qualora si risolvesse questo problema e si firmasse un regolare trattato di pace. Fra un paio di mesi si svolgerà ad Hokkaido la riunione dei G8 e quindi i presupposti per un bel passo avanti nelle trattative ci sono tutti.

29/01/2008

Compie 1000 anni la "Storia di Genji"

b3ed86038690cf19047ffdf5ae7e35d6.jpgSono iniziate in tutto il Paese le celebrazioni per il millenario del romanzo "Storia di Genji" (Genji Monogatari) uno dei massimi capolavori, non solo della letteratura nipponica, ma anche della letteratura universale. Per tutto l'anno si svolgeranno convegni, letture, spettacoli, dibattiti, mostre. Le manifestazioni culmineranno il 1 Novembre, giorno in cui, secondo la tradizione, nel 1008, venne terminata la stesura del romanzo da parte dell'autrice, la dama di corte Murasaki Shikibu.
L'opera, inziata nel 1001, è conosciuta per essere il primo romanzo moderno della letteratura mondiale ed è famoso non solo in Giappone, ma anche all'estero e in ben 23 Paesi si svolgeranno manifestazioni per commemorare il millenario.
La "Storia di Genji" è anche uno delle prime opere scritte in giapponese e la sua genesi è particolare. A quei tempi, siamo nel periodo Heian, nella corte imperiale venivano di fatto usate due lingue: gli uomini, i dignitari e i burocrati usavano il cinese che ritenevano una lingua più nobile rispetto al giapponese che invece era usato dalle donne, le dame di corte, le quali, rinchiuse in lussuosi palazzi e con molto tempo a disposizione, si dedicarono alla letteratura e così nacquero le prime opere in giapponese antico, soprattutto poesie, diari e racconti di viaggi per quelle poche donne che avevano la fortuna di dover seguire il marito in qualche viaggio all'estero. Fu in questo contesto che quindi nacque il Genji Monogatari che con il tempo è diventato uno delle pietre miliari della letteratura nipponica.

Il romanzo, scritto per il gusto femminile dell'epoca, racconta la storia di Genji, della famiglia imperiale dei Minamoto, figlio adottivo dell'Imperatore. Per la sua bellezza, intelligenza e forza fisica, veniva chiamato "Genji lo Splendente". La trama narra della sua formazione, delle sue avventure amorose alla ricerca della donna ideale, dei suoi viaggi. E' uno sguardo sulla vita di corte di quel periodo: il potere, gli intrighi, le relazioni tra i due sessi. Insomma, oltre che un alto valore letterario, l'opera ha anche un grande valore dal punto di vista storico.    

10/11/2007

Hirohito non voleva la guerra

90949385701aa3c34bf68dfa2c7de244.jpgn Giappone, in questi ultimi mesi è vivo più che mai il dibattito sul ruolo del paese durante il secondo conflitto mondiale, sulla responsabilità dei militari e sulle atrocità commesse dai soldati in Cina e in Corea. A 62 anni di distanza, quello che successe in quegli anni è ancora in grado di condizionare gli odierni rapporti di buon vicinato con le altre nazioni asiatiche.
La rivista Bungeishunju tempo fa entratò in possesso del diario del primo aiutante dell'imperatore Hirohito, Kuraji Ogura, che copre gli anni dal '39 al '45 e che potrebbero gettare nuova luce su quello che successe in quei terribili anni, soprattutto per quanto riguarda l'atteggiamento assunto dall'Imperatore che comunque, pur essendo la più alta personalità del Paese, non aveva grandi poteri decisionali. Alcuni brevi stralci del diario sono stati resi pubblici, riguardanti, in particolar modo, alcuni commenti di Hirohito durante la guerra.
Quello che si evince è una sostanziale contrarietà dell'Imperatore alla guerra con la Cina ed inoltre, nei suoi commenti, accusa i militari di aver sottostimato la potenza militare cinese. Da questi stralci sembrerebbe poi che l'Imperatore, dopo poche settimane dall'attacco di Pearl Harbor, avesse espresso l'intenzione di visitare il sud del Pacifico segno quindi che confidava in un ristabilimento della pace entro poco tempo. Hirohito voleva che il Giappone fosse molto cauto prima di iniziare la guerra con gli Stati Uniti, ma, una volta iniziatala, doveva combatterla fino in fondo.

Sulla posizione tenuta dall'Imperatore negli anni della guerra, si sta discutendo molto. E' stato accondiscendente verso i militari ? Se avesse voluto, poteva evitare la tragedia al suo Paese ? Come è noto dopo la fine della guerra l'istituzione dell'Imperatore, per opportunità politiche, non venne abolita dagli americani, anche se venne privata di quasi tutte le sue prerogative, compresa quella divina.
Dopo la fine della guerra Hirohito e i vari membri della casa imperiale non hanno mai negato le responsabilità nipponiche durante la prima metà del secolo. Sembrerebbe, anzi, che Hirohito fosse contrario, nel 1978, alla decisione di onorare anche i criminali di guerra nel sacrario di Yasukuni. Da quella data nessun membro della famiglia imperiale si è mai recato in pellegrinaggio al sacrario scintoista.

03/10/2007

Governo rivedrà capitolo controverso sui testi scolastici

f3076acedf8468b61ef02426da41cfdf.jpgIl governo rivedrà la decisione di eliminare dai libri di testo di Storia, per le scuole superiori, un riferimento ad un episodio particolarmente cruento e drammatico della battaglia di Okinawa. In particolare il passo incriminato riguarda la costrizione, da parte dell'esercito imperiale nipponico, agli abitanti dell'isola affinchè si suicidassero. Il Ministro dell'Educazione, Sport, Cultura, Scienza e Tecnologia, Kisaburo Tokai, aveva preso la decisione di eliminare dai libri di testo, che verranno usati a partire dal prossimo anno scolastico, il riferimento a questo episodio, ma a seguito delle numerose proteste, il governo si è detto disponibile a rivedere la decisione nel rispetto della verità storica.
Il precedente governo di Shinzo Abe, nel tentativo di portare un maggiore sentimento patriottico nella scuola, aveva, tra le altre cose, depurato i libri di Storia da ogni riferimento ad episodi, compiuti durante l'ultimo conflitto mondiale, ritenuti troppo imbarazzanti.
Quello dei testi di Storia non è un problema nuovo visto che da sempre Cina e Corea del Sud accusano Tokyo di raccontare, nei libri per le scuole, una Storia non molto obiettiva.
Il nuovo governo, più moderato, di Yasuo Fukuda, tutto rivolto al miglioramento dei rapporti con i vicini asiatici e a non compromettere un rapporto collaborativo con la forte opposizione, si è detto prontamente disponibile a riverdere i testi scolastici, se perverrà una richiesta in tal senso da parte degli editori.

Sabato scorso in un'imponente manifestazione ad Okinawa (110.000 persone) gli abitanti dell'isola avevano chiesto al governo il ripristino del brano incriminato. E' poi di questi giorni la richiesta ufficiale da parte dei partiti di opposizione per spingere il Ministero dell'Educazione a rivedere la decisione. Anche settori della maggioranza, tra cui il portavoce del governo Nobutaka Machimura, si sono detti favorevoli e, come detto, anche il premier Fukuda si è detto disponibile a ripristinare la versione originaria del testo.

Nell'Aprile del 1945, l'esercito degli Stati Uniti invase l'isola di Okinawa: doveva essere il primo passo verso l'imminente invasione del Giappone, Il corpo di spedizione americano era composto da 1.300 navi e da oltre mezzo milione di soldati, un numero impressionante. La guarnigione giapponese era composta da "appena" 100.000 uomini.
La battaglia che ne seguì fu una delle più intense e drammatiche di tutta la seconda guerra mondiale. I Giapponese si difesero con incredibile accanimento lottando per ogni metro quadrato dell'isola. Alla fine dello scontro, nel Giugno del '45, gli americano conquistarono l'isola, ma a carissimo prezzo. Secondo alcuni storici, fu proprio questa incredibile resistenza dell'esercito imperiale giapponese a convincere gli americani a fare ricorso all'atomica.

 

21/09/2007

Due tombe imperiali aperte alla scienza

b3e636b08b6d2812f41c5599cda51874.jpgIn tutto il Giappone ci sono circa 20.000 tombe antiche, ma sono forse meno di un migliaio quelle veramente interessanti per gli archeologi. Le tombe imperiali sono 896 e 124 sono le sepolture degli imperatori: dal primo, Jimmu (nella foto) a Hirohito morto nel 1989.
Le tombe imperiali sono da sempre state considerate inviolabili e off-limits a qualsiasi tipo di studio archeologico: l'Agenzia della Casa Imperiale ha ripetutatemente respinto le insistenti richieste, da parte del mondo scientifico, di poter studiare queste tombe e svolgere ricerche per scoprire nuovi indizi sulla storia passata del Giappone.
Ora, finalmente, qualche spiraglio si è aperto e l'Agenzia, per la prima volta, ha dato il permesso di studiare due tombe le cui porte si apriranno alla scienza. La concessione è comunque molto parziale visto che non si potranno fare scavi, ma è comunque un primo successo del mondo dell'archeologia. Le tombe, in cui gli archeologi potranno accedere all'inizio del prossimo anno, sono quelle dell'Imperatore Meiji (1852-1912) e dell'Imperatrice Jingu (170-269) moglie dell'Imperatore Chuai.

Secondo la tradizione, l'attuale dinastia discenderebbe, in linea diretta, dal dio del Sole Amaterasu Omikami che è considerato il padre del paese. Suo figlio, Jimmu, è stato il primo Imperatore e tutto gli imperatori successivi discendono da lui, compreso Akihito che attualmento siede sul Trono del Crisantemo.
Per il divieto di poter accedere alle tombe imperiale, non è mai stato possibile, dal mondo scientifico, dare una parola di conferma o di smentita a questa leggenda. Una leggenda che ormai è largamente accettata in Giappone e si pensa che il rifiuto di poter accedere alle tombe imperiali sia dovuto alla paura che le ricerche della scienza possano smentire quello che è uno dei cardini della casa imperiale.
Dalla fine del secondo conflitto mondiale la figura dell'Imperatore ha perso qualsiasi carattere divino e anche Akihito, in un suo discorso, ha riconosciuto che i suoi antenati erano inparentati con gli Imperatori della Corea da cui, si pensa, discendono tutti gli imperatori dell'attuale casa regnante.

Esistono comunque ambienti ultra-nazionalisti che non vogliono accettare la possibilità che l'Imperatore non discenda dal dio del Sole. Continuano a venerare l'Imperatore come una semi-divintà e non esitano a minacciare di morte chiunque cerchi di confutare questa loro verità.

 

14:23 Scritto da parsifal661 in scienza | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: storia, archeologia, tombe, imperatori | OKNOtizie |  Facebook

13/09/2007

La strage di Nanchino al cinema

5ddf588a842e866f2757649bae3f90ba.jpgNel Dicembre del 1937, dopo qualche giorno di assedio, le truppe imperiali nipponiche entrarono a Nanchino, che allora era la capitale della Cina, ormai abbandonata dalle truppe cinesi. Quello che successe nei giorni seguenti costituisce una delle pagine più nere della storia del Giappone e di tutto il XX secolo. I soldati si abbandonarono a saccheggi, alle violenze nei confronti dei civili, decine di migliaia furono le donne violentate, incendi e atrocità di ogni genere. Il conto dei morti oscilla tra i 300.000 denunciati dai cinesi e i 20.000 citati dai giapponesi. Stime, di fonte indipendente, parlano di circa 150.000 morti, ma la gravità dell'episodio non cambia.   

A 70 anni dall'evento, la ricorrenza ha dato lo spunto ad una serie di film, di vari paesi, incentrati sui quei tragici avvenimenti.
Uno dei più attesi è forse quello del cinese Lu Chuan, "Nanking ! Nanking !". Il film racconta il massacro visto con gli occhi di un soldato cinese, di un soldato giapponese e di un missionario straniero. Liu Ye, che interpreta il militare cinese, ha in precendenza lavorato con artisti del calibro di Maryl Streep e Yang Yimou. Il nome dell'attore giapponese, che interpreta il ruolo del soldato dell'esercito imperiale, non è stato ancora rivelato, forse per motivi di sicurezza visto che potrebbe avere problemi in Patria a causa di qualche testa calda ultra nazionalista.

Ma ci sono anche altri film, e documentari, sull'argomento che sono già usciti o che usciranno a breve sul mercato. L'americano Simon West sta preparando "Purple Mountain" e americano è anche il documentario "Nanking" che ha visto partecipare Woody Harrelson e Mariel Hemigway. Anche Hong Kong ha il suo film: "Nanking xmas 1927" del regista Yim Ho. Non poteva certo mancare il Giappone i cui film sull'argomento tendono però a dare una visione di parte dell'avvenimento; i giapponesi hanno sempre sostenuto che l'orrore di quei fatti è stato artificiosamente ingigantito dai cinesi per motivi di propaganda,  

15:36 Scritto da parsifal661 in cinema e tv | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: storia, strage di nanchino | OKNOtizie |  Facebook

05/06/2007

Il perchè di questo blog

Quando si apre un blog la prima cosa che si dovrebbe fare è presentarlo, e questo blog non può essere da meno.

Negli ultimi anni me ho aperti vari di blog e molti li ho chiusi dopo pochi post per mancanza di idee, ma alcuni li ho portati avanti per mesi e mesi come questo che continuo costantemente ancora ad aggiornare.

Come potete vedere il Giappone è una mia fissa.
Ho la fortuna di avere una moglie giapponese e ho la fortuna di aver visitato il Giappone già varie volte e lo farò molte volte anche in futuro.

Prima di conoscere mia moglie, di quel paese non sapevo quasi niente; della sua Storia, la mia conoscenza si limitava alla guerra del Pacifico e poco più.
Pur essendo un appassionato di Storia, non mi sentivo particolarmente attratto dalle vicende di quel Paese così distante, fisicamente e mentalmente, da noi.
Conoscere una donna straniera, significava per me dover anche imparare a conoscere il suo paese e così mi avvicinai alla Storia del suo Paese.

E' veramente un argomento vasto, affascinante e ricco di spunti di discussione.
Ma in questo blog non ci sarà solo la Storia del Giappone, ma anche politica, interna ed estera, attualità e tutto quello che in qualche modo riguarda la Storia passata e presente di questo splendido paese.

Con la speranza di catturare qualche lettore..... 

Parsifal66