04/04/2009

Nel 2020 i robot sulla Luna ?

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Con gli Stati Uniti rivolti ormai verso la conquista di Marte, si aprono inediti spazi per gli altri Paesi per quanto riguarda la Luna.
Conquistata nel 1969, la Luna è stata oggetto di molte spedizioni, ma in questi ultimi decenni ha perso molta importanza da quando gli Americani hanno rivolto le loro attenzioni a Marte. Ecco quindi che molti Paesi, fra cui il Giappone, vogliono approfittare di questo stato di cose e si sono lanciati verso una nuova conquista della Luna.
Il Giappone non ha mai fatto mistero di volere sbarcare sul nostro satellite e di costruirvi una Stazione Spaziale, ma deve guardarsi dalla Cina con la quale stà lottando per la supremazia asiatica dello Spazio.

La Centrale Strategica per lo Sfruttamento dello Spazio ha reso noto un progetto che dovrebbe portare, nel 2020, ad una missione congiunta uomo-robot per lo sbarco sulla Luna.
L'agenzia, controllata dal governo, ha annunciato che entro due anni verrà stabilito il budget e saranno individuate le tecnologie necessarie per la buona riuscita della missione.L'organizzazione ha emanato anche alcuni consigli come un maggiore impulso per lo studio di satelliti, per uso militare, per le rilevazioni dei lanci di missili balistici e l'intercettazioni di onde radio. Altra raccomansazione riguarda lo sviluppo di un satellite per la prevenzione dei disastri naturali.

Insomma, il Giappone si dimostra uno dei Paesi più attivi nella ricerca e nella conquista dello Spazio.

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01/04/2009

Controllare i robot con il pensiero

Asimo.jpgTutti sanno che il Giappone è la patria dei robot ed è là dove si stanno facendo gli investimenti maggiori e le ricerche più avanzate. In questo campo, bisogna riconoscerlo, i Giapponesi sono all'avanguardia e nuovi risultati e nuovi traguardi vengono raggiunti con una velocità sbalorditiva.

Tecnici della Honda hanno sviluppato un sistema per controllare un robot solo con la forza della mente.
Ad ogni pensiero corrisponde una determinata attività del cervello: attività elettrica e pressione del sangue in determinate zone del cervello. Partendo da questo presupposto, un casco indossato dalla persona che intende comandare un robot, mediante una serie di sensori, è capace di rilevare l'attivita del cervello ad un determinato pensiero. I dati vengono poi trasmessi ad un elaboratore che, su base statistica, decide che movimento deve eseguire il robot.
Durante la conferenza di presentazione, con relativa dimostrazione, è stato comunicato che nel 90.6% dei casi il robot ha eseguito esattamente quello che stava pensando chi indossava il casco.

Le implicazioni di questo sviluppo della robotica, sono evidenti: anche chi è impossibilitato a muoversi potrà comandare un robot con la forza della mente.
Entro pochi anni i robot faranno il loro massiccio ingresso nella vita domestica di tutti i giorni: accudire gli anziani, pulire la casa, annaffiare le piante, fare la baby-sitter. Poter comandare un robot con il pensiero, sarà sicuramente di grande utilità e, per gli scienziati, un incentivo per un ulteriore sviluppo in questo campo.
Il mondo dei robot immaginato dallo scrittora Isaac Asimov non è poi tanto lontano dalla realtà.

10:22 Scritto da parsifal661 in tecnologia | Link permanente | Commenti (1) | Segnala | Tag: mente, pensiero, asimo, robot, robotica | OKNOtizie |  Facebook

20/03/2008

L'industria della robotica

303e7c061eed09856f4b5fb5ec58f0a7.jpgIl Giappone è il Paese in cui il futuro.....è più vicino. L'industria della robotica riveste, nell'economia nipponica, un'importanza fondamentale soprattutto a causa dei problemi demografici che da anni attanagliano la società giapponese. Il governo ogni anno investe miliardi di yen nell'industria della robotica che sta veramente facendo progressi impensabili fino a qualche anno fa. Le ricerche delle grandi industrie private, i laboratori universitari, sono tutti volti nella ricerca e nello sviluppo di robot sempre più sofisticati e sempre più somiglianti all'uomo.
L'età media della popolazione è in costante aumento, la forza lavoro è in declino, mancano le nuove nascite che possano sostituire i lavoratori che vanno in pensione. I buchi vuoti non possono neanche essere riempiti, se non molto parzialmente, dai lavoratori stranieri e quindi ecco la necessità di produrre robot che, principalmente, possano essere usati nel mondo del lavoro per rimpiazzare la forza lavoro mancante. Attualmente esistono robot nell'industria, nell'agricoltura e la loro presenza sarà sempre più massiccia negli anni a venire.

Quando si parla però di robot non si deve comunque pensare a robot umanoidi: nel migliore dei casi sono macchine che vagamente possono assomigliare all'uomo. Le ricerche in questo sviluppo della robotica non mancano e presto avremo anche i robot umanoidi capaci di esprimere sensazioni come la paura, il disgusto, la gioia e la sorpresa: questione di qualche anno. I robot di oggi possono suonare il violino, servire il the, sostenere colloqui semplici, fare da receptionist, accogliere visitatori, prendersi cura degli anziani, essere di compagnia alle persone sole. Ancora però siamo lontani dalla possibilità di interagire con gli umani provando sensazioni ed emozioni, ma presto o tardi arriveremo anche a questo.
Nella società nipponica ci sono ancora delle resistenze culturali alla massiccia presenza dei robot nella vita quotidiana: sono soprattutto gli anziani quelli più scettici. Nella società occidentale i robot sono ancora visti con un certo timore, come macchine pronte a ribellarsi all'uomo mentre nella società orientale questo atteggiamento di timore, derivante anche dagli influssi del cinema e della letteratura di fantascienza, non esiste e quindi è più mentalmente aperta alla presenza dei robot anche se, come abbiamo visto, non mancano le resistenze.

Chi ha letto le opere di Isaac Asimov può avere un'idea della società che ci riserverà il futuro. Un futuro in cui robot e umani interagiranno senza problemi e in cui sarà difficile, se non impossibile, distinguere un umano da un robot. E il Giappone è il Paese in cui questo futuro è più vicino a diventare realtà.    

 

12:57 Scritto da parsifal661 in società, tecnologia | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: robot, asimov | OKNOtizie |  Facebook

09/01/2008

I robot per combattere la crisi demografica ?

a4915db318c27801f7e4b1b892b1e0ef.jpgLa popolazione giapponese ha da poco iniziato un declino che, secondo gli esperti, potrebbe portare presto ad una crisi demografica devastante per il Paese. Le previsioni sono catastrofiche. Attualmente la popolazione è di 127 milioni, ma si prevede che entro 50 anni i giapponesi si saranno ridotti di 1/3 ed entro un secolo la popolazione è prevista di appena 42 milioni di persone. Questi dati impressionanti porteranno notevoli problemi in campo del lavoro dove mancherà la manodopera e questo porterà notevoli problemi all'economia nipponica: entro 20 anni la forza lavoro dovrebbe scendere del 10%. Il continuo invecchiamento della popolazione poi porterà al collasso del sistema previdenziale ed entro 50 anni si prevede che ci saranno 2 pensionati ogni 3 lavoratori.      

La passione dei giapponesi per i robot e una industria, quella della robotica, all'avanguardia, possono sicuramente dare una mano a contrastare questo pericolosa crisi demografica.
L'effetto più evidente di questa crisi sarà la mancanza di lavoratori, di baby-sitter, di infermieri, di medici. I robot umanoidi potranno certamente coprire questi buchi. La mancanza di personale specializzato per l'assistenza agli anziani potrà certamente essere vanificata dalla massiccia presenza di robot capaci di prendersi cura di loro, aiutarli nella vita quotidiana, segnalare al medico se qualche parametro vitale è fuori posto. Anche i robot casalinghi e baby-sitter potranno essere di grande aiuto per quelle donne lavoratrici che decideranno di diventare madri.
Insomma i buchi lasciati liberi nel mondo del lavoro potranno essere occupati da robot, più o meno umanoidi, capaci di eseguire diligentemente i compiti a loro assegnati.
Un mondo popolato più da robot che da uomini sembra quindi non essere un'utopia.

Ma ci sono molte critiche verso questo approccio al problema.
I detrattori affermano che la soluzione dei robot è solo un tentativo di mascherare il vero problema e cioè la mancanza di una politica di sostegno alle famiglie. Inoltre ad una mancanza di forza lavoro si può sopperire con il ricorso agli immigrati, ma i giapponesi non sono mai stati molto teneri verso gli stranieri che decidevano di venire a vivere e lavorare in Giappone e anche il governo non sembra fare molto per cambiare questo stato di cose.
I robot, secondo i critici, possono aiutare a migliorare la vita, ma non rappresentano la soluzione al problema che può essere trovato solo in ambito politico.

12/12/2007

Il robot violinista (video)

06:10 Scritto da parsifal661 in tecnologia | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: robot, video | OKNOtizie |  Facebook

20/09/2007

Gli anziani non vogliono i robot

f9882a094baf43171fce80fb4288f2e5.jpgSi pensava che una delle applicazioni più utili per i robot fosse il sostegno degli anziani. Con l'invecchiamento della popolazione, ci saranno sempre più anziani da accudire e da tenere sotto costante controllo medico: chi potrebbe fare al meglio queste cose se non un robot ? Un robot studiato per aiutare l'anziano nella sua vita quotidiana, per tenergli compagnia, per accudirlo e per controllare il suo stato di salute.
Proprio per questo scopo era stato pensato Ifbot, un robot alto 45 centimetri, capace di conversare, di suonare, di esprimere emozioni e di tenere sotto allenamento, con giochi vari, la mente dell'anziano. Ifbot ha prestato servizio presso una casa di riposo di Kyoto e, dopo un'iniziale interesse da parte degli ospiti della casa di riposo, il robot è stato presto snobbato e adesso giace in un remoto angolo del complesso.

Evidentemente gli scienziati nipponici sono stati troppo ottimistici sperando che i robot potessero essere ritenuti utili ed indispensabili dalla maggioranza della popolazione anziana. I robot vengono considerati troppo complicati e poco pratici e probabilmente molte di queste persone, piuttosto in là con gli anni, non prova molto interesse verso gli ultimi ritrovati della tecnologia. Preferiscono, piuttosto, strumenti che li permettano di vivere meglio: telefoni con tasti grandi e in genere tutti quei gadget che possono aiutarli a spostarsi per la casa senza troppi problemi, a leggere con meno difficoltà, a sentire meglio e, in definitiva, ad aiutarli nei loro gesti quotidiani.
Oltretutto questi robot sono anche costosi, necessitano di periodiche revisioni ed interventi di manutenzione da parte di personale qualificato. Se la loro vendita non decolla, la produzione diventa economicamente sconveniente ed è per questo che società come la Sanyo hanno interrotto la produzione di questi robot sostituendoli con prodotti più semplici, ma meno complicati e più utili all'anziano.
Per i robot aiuta-anziani, forse i tempi non sono maturi e conviene aspettare che diventino vecchi i giovani di oggi, sicuramente maggiormente attratti dalla tecnologia.

15:22 Scritto da parsifal661 in tecnologia | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: robot, anziani | OKNOtizie |  Facebook