29/05/2009

Gli Ainu

Ainu.jpgGli attuali abitanti del Giappone non sono gli originari abitanti dell'arcipelago, ma sono migrati dalla penisola coreana in una terra già abitata da un'altra popolazione: gli Ainu. All'inizio la convivenza tra i due popoli era pacifica, ma ben presto gli Ainu cominciarono ad essere sospinti sempre più verso nord e finirono con lo stabilirsi nell'isola settentrionale di Ezo che, in periodo Meiji, venne ribattezzata in Hokkaido.

Sull'origine degli Ainu non c'è una unanimità: ci sono molte teorie ognuna delle quali ha convincenti argomenti a favore. Forse quella prevalente parla di una loro provenienza, in epoca preistorica, dalla Siberia, ma il territorio d'origine, sempre secondo questa teoria, dovrebbe essere l'estremo nord europeo, luogo di origine anche di popolazioni quali gli Inuit, i Sami e gli Indiani d'America che con gli Ainu condividerebbero quindi un'origine comune. Altre teorie parlano di lontane parentele con le popolazioni del Tibet, della Mongolia e perfino con gli aborigeni australiani. Comunque, qualsiasi sia l'origine, gli Ainu e i Giapponesi sono due popolazioni geneticamente diverse. Le differenze non si limitano solo alla morfologia, ma riguardano anche la culture, la religione e il linguaggio: la lingua Ainu, nonostante tentativi di imparentarla con l'antico giapponese, non presenta nessun contatto con le altre lingue asiatiche.
La loro religione è di tipo animista e quindi credono che ogni oggetto ed essere vivente sia dotato di uno spirito. La loro divinità suprema è la Madre Terra.
Popolo di cacciatori si ciba prevalentemente di carne (orso, volpe, lupo, cavallo) e di pesce, ma mai crudi, sempre cotta.

La storia della popolazione Ainu, e i suoi rapporti con i Giapponesi, è piuttosto difficile. A seguito di varie guerre con il Giappone, sono stati spinti sempre più a nord fino all'isola di Ezo. Durante la restaurazione Meiji, l'isola venne annessa al Giappone e il nome cambiato in Hokkaido. La colonizzazione dell'isola fu dolorosa per gli Ainu che vennero perseguitati, discriminati e ridotti ad uno stato di schiavitù, in una situazione che ricorda quella degli indiani d'America.
Nel 1899 venne votata la "Hokkaido Aborigine Protection Act", ma fu solo nel 1991 che il Giappone, su invito delle Nazioni Unite, riconobbe pubblicamente l'esistenza degli Ainu come minoranza etnica. Infine nel 1997 la Dieta votò l' "Act on the Encouragement of Ainu Culture and the Diffusion and Enlightenment of Knowledge on Ainu Tradition".
Nonostante questo però gli Ainu continuano a lamentare, ancora oggi, una persistente discriminazione nei loro confronti.

Attualmente gli Ainu sono per lo più concentrati in alcuni centri dell'Hokkaido meridionale ed orientale dove i turisti hanno la possibilità di visitare musei dedicati alla cultura Ainu nonchè assistera a danze, canti e cerimonie di questo popolo.
Sono circa 150.000 gli Ainu rimasti anche se sono molti di più i Giapponesi che hanno un po' di sangue di questo popolo nelle loro vene. A seguito poi dei molti matrimoni misti, di veri Ainu ce ne sono rimasti oramai pochi.
Oltre ad alcune zone dell'Hokkaido, gli Utari , come gli Ainu preferiscono chiamarsi, sono localizzati, anche se in numero limitato, nel nord di Honshu, nella penisola di Sakhalin, nelle isole Curili e nell'estremità meridionale della penisola del Kamchatka.

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15/04/2009

Hakodate

Hakodate.jpg

Con quasi 300.000 abitanti, Hakodate è la terza città dell'isola di Hokkaido, come grandezza. E' stata il capoluogo della prefettura di Hokkaido, prima di cedere lo scettro a Sapporo. Venne fondata nel 1454 e il suo nome, in lingua Ainu, significa "Borgo sul mare". A metà del XIX secolo, sotto la pressione, anche militare, degli Stati Uniti, il Giappone aprì tre suoi porti al commercio internazionale. Questi tre porti furono, Nagasaki, Yokohama e Hakodate. Nella città quindi arrivarono gli stranieri che vi costruirono numerosi edifici di rappresentanza. Con gli stranieri arrivò anche il cristianesimo e in questa città possiamo trovare chiese cattoliche e anglicane. Di particolare bellezza è la chiesa ortodossa. Durante il periodo della "Restaurazione Meiji", molte famiglie sostenitrici dello shogunato, si trasferirono ad Hokkaido dove operarono una scissione dal potere centrale formando la repubblica di Ezo (che era il precedente nome di Hokkaido). Roccaforte dei secessionisti era la celebre fortezza di Goryokaku. La fortezza, dalla caratteristica forma a stella a 5 punte (esempio molto raro in Giappone), venne progettata dall'architetto Ayasaburo Takeda il quale aveva studiato le opere dell'architettura olandese e francese.
Nel 1868 forze leali all'Imperatore, dopo una furiosa battaglia, conquistarono la fortezza ponendo così fine alla secessione.
Ora della fortezza rimane solo un grande parco circondato da un fossato. L'originaria forma di stella è comunque ancora ben visibile osservando il parco dall'alto della "Goryokaku Tower" inaugurata pochi mesi fa e che permette di avere una notevole visuale sulla fortezza e sulla città .

Nel 1907 Hakodate subì notevolissimi danni a causa di un devastante incendio che distrusse molti edifici importanti tra cui anche la sede del consiglio e varie chiese tutte fedelmente ricostruite successivamente.

La città è sovrastata da un monte '"Hakodateyama" dalla cui sommità è possibile avere una spettacolare vista sulla città ; una delle maggiori attrazioni turistiche è appunto l'osservazione, dopo il tramonto, della città illuminata.
Hakodate, essendo un porto, presenta un interessante mercato del pesce. Ma sono davvero numerose le attrazioni da vedere in città (oltre a quelle già citate, il cimitero degli stranieri, i vecchi consolati russi ed inglese, il porto, ecc.) o nei dintorni (il parco nazionale di Onuma, i conventi dei monaci trappisti, ecc.).

Dal punto di vista storico e culturale, la città di Hakodate è sicuramente più interessante di Sapporo.
La città possiede anche un aeroporto che la collega a molte delle principali città giapponesi e, recentemente, è stato attivato un volo per Seul.

Personalmente l'ho trovata una gran bella città e sicuramente meritevole di una visita di più giorni per le molte cose interessanti da vedere.
Ho trovato una certa rassomiglianza con la città norvegese di Bergen; ambedue sono porti di mare, hanno un monte da cui poter ammirare la città . presentano strade in forte pendenza, i vecchi magazzini del porto hanno una certa somiglianza tra loro.

Diciamo che Hakodate è un posto che merita davvero di essere visto da chiunque abbia tempo durante il suo viaggio in Giappone.

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28/06/2008

Lago Toya e Windsor Hotel (video)

Fra pochi giorni si svolgerà al Windsor Hotel, nei pressi del lago di Toya, nell'isola settentrionale di Hokkaido, l'annuale incontro dei G8 che vedrà riuniti i grandi della Terra.
Nei prossimi giorni tornerò sull'argomento, ma intanto gustatevi questo video che mostra lo splendido scenario in cui si svolge il summit.

06:40 Scritto da parsifal661 in video | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: lago toya, g8, hokkaido, windsor hotel | OKNOtizie |  Facebook

04/06/2008

Verso il riconoscimento degli Ainu

afd8820c9020dd80d8e64e39fb7b5ced.jpgCon un largo accordo che coinvolge il Partito Liberale, al governo, e il Partito Democratico, all'opposizione, entro la fine di questa settimana verrà approvata una risoluzione che chiederà al governo di riconoscere, immediatamente, gli Ainu come popolazione indigena. Sarà questo un ulteriore, ed importantissimo, passo verso la fine di ogni discriminazione verso questo popolo e il riconoscimento del loro linguaggio, cultura e religione. Un primo riconoscimento c'era gia stato nel 1997, ma mancava il riconoscimento degli Ainu con popolazione indigena.
Il prossimo mese, ad Hokkaido, proprio nella terra degli Ainu, si svolgerà il summit del G8 e quale migliore occasione per cercare di dare una soluzione a questo increscioso problema che ormai si trascina da secoli ?
Gli Ainu hanno subito secoli di repressioni e discrimazioni e ora finalmente, magari anche grazie all'imminente G8, riescono ad ottenere il riconoscimento ufficiale di popolazione indigena. La strada per una integrazione completa non è certo finita, come sostengono le associazione che si battono per i diritti degli Ainu. Essi rappresentano ancora la parte più povera della popolazione giapponese e solo il 17 %, meno della metà della media nazionale, arrivano a laurearsi. Insomma, c'è ancora del lavoro da fare.

Gli Ainu abitavano l'arcipelago giapponese ancor prima dell'arrivo, attraverso la penisola coreana, del flusso migratorio della popolazione asiatica che poi prenderà il nome di giapponese. Sulle origini c'è ancora della nebbia anche se si pensa che siano arrivati dalla Siberia e quindi, partendo da nord, si sono poi insediati in tutto il Giappone. Geneticamente mostrano parentele con gli Indiani d'America, gli Eschimesi e con tutte le popolazioni che abitano la fascia più settentrionale del continente euro-asiatico. E con gli Indiani d'America, gli Ainu, hanno in comune anche la storia. Entrati in conflitto con i nuovi arrivati, i giapponesi, gli Ainu sono stati spinti sempre più a nord fino ad essere confinati nell'isola di Hokkaido. Durante la colonizzazione dell'isola, nella seconda metà del XIX secolo, gli Ainu sono stati costretti a cedere le loro terre. Un'integrazione forzosa che non ha avuto rispetto per la loro cultura, per la loro lingua e per la loro religione.
Oggi rimangono solo poche decine di migliaia di Ainu, confinati soprattutto in Hokkaido, ma anche in Russia nella penisola di Sakhalin e nelle isole Curili.

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13/05/2008

2.500.00 di yen per 2 meloni di Yubari

ad3bcc33a46071a8b7f1e7abf649348f.jpgCome ogni anno a Maggio, al Mercato Centrale della città di Sapporo, si è svolto la tradizionale asta di meloni prodotti nella città di Yubari (Hokkaido). Siccome vengono venduti i primi esemplari della stagione e poichè la qualità dei meloni di Yubari è notoriamente alta, è facile che vengano raggiunte cifre da capogiro.
L'anno scorso si raggiunse la cifra di 2.000.000 di yen per un esemplare, ma quest'anno si è fatto anche di meglio visto che una coppia di meloni, dal peso complessivo di 3,9 chili, è stata battuta alla cifra di 2.500.000 di yen (circa 15.500 euro). Ad aggiudicarsi i due frutti è stata la catena di alimentari, IBI, che ha immediatamente messo in vendita i meloni a 1,25 milioni l'uno.
Sarà difficile recuperare in questo modo l'investimento iniziale, ma per il compratore si tratta più che altro di un ritorno pubblicitario.

La città di Yubari, fondata nel 1943, è sorta grazie alla presenza di una miniera di carbone, Nel momento di suo massimo splendore è arrivata a contare 120.000 abitanti. Nel 1980 la miniera di carbone chiuse e per la città iniziò un rapido declino e attualmente conta poco più di 12.000 abitanti. Una serie di investimenti sbagliati e di fallimenti di progetti che volevano trasformare la città in una attrazione turistica, portarono il bilancio cittadino ad un pesante deficit. Nel 2007 venne dichiarata la bancarotta.
Ora, dopo una drastica cura dimagrante, la città sta cercando di risalire la china. Tra le varie misure, ha messo in vendita le sue attrazioni turistiche che evidentemente non hanno portato i risultati attesi.
E' proprio grazie ai suoi meloni che la città di Yubari sta di nuovo ottenendo, questa volta in positivo, una certa notorietà che forse l'aiuterà a risollevarsi dai suoi gravi problemi finanziari.

11:28 Scritto da parsifal661 in curiosità | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: yubari, meloni, hokkaido | OKNOtizie |  Facebook

01/03/2008

Foto di Hokkaido (video)

06:55 Scritto da parsifal661 in turismo, video | Link permanente | Commenti (1) | Segnala | Tag: hokkaido, foto, video | OKNOtizie |  Facebook

08/02/2008

Il festival della neve di Sapporo

b21b0aaf7955f7c00df2f049f93ef037.jpgOgni anno, verso la metà di Febbraio, si svolge a Sapporo, la più importante città della settentrionale isola di Hokkaido, il Festival della Neve.
La manifestazione, della durata di una settimana, è ormai uno dei festival più internazionalmente conosciuti e circa due milioni di turisti si recano in quel periodo a Sapporo, solo per vedere le mirabolanti sculture di neve e ghiaccio create da artisti, non solo giapponesi, che si sfidano a chi crea la scultura più imponente e sbalorditiva. Di solito le creazioni riguardano riproduzioni di edifici o soggetti di fantasia. Di sculture di ghiaccio e di neve ne vengono crate a centinaia e per giorni abbelliscono le tre zone dove si svolge la manifestazione: Odori Koen, Satorando e Suskino.
Il grande viale del parco di Odori, nel centro della città, è il luogo dove la manifestazione è iniziata, quasi come un gioco nel 1950. A causa del grande successo dell'evento, altre due zone sono state elette ad ospitare le creazioni: Satorando, o Sato Land, che è un parco di divertimenti fuori Sapporo e il quartiere Susukino che rappresenta la zona dei divertimenti notturni della città.

Il Festival della Neve, è nato nel 1950 quando alcuni studenti decisero di costruire sei sculture di ghiaccio e di neve nel parco di Odori. Il successo fu notevole; l'entusiasmo dei ragazzi contagiò presto la popolazione e i media che cercavano delle belle storie per tirare su il morale dei Giapponesi che ancora dovevano riprendersi dal disastro della guerra. Nel giro di pochi anni la manifestazione, ripetuta annualmente, divenne molto conosciuta a livello locale.

12:27 Scritto da parsifal661 in festival | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: sapporo, hokkaido, neve | OKNOtizie |  Facebook

22/12/2007

Il Giappone: un altro mondo

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Fino ad ora ho avuto la fortuna di visitare il Giappone per ben 4 volte. Il primo viaggio l'ho compiuto nell'estate 2001, quando venni ospitato da una amica giapponese, la mia futura moglie, che viveva a Takarazuka alle porte di Osaka. I viaggi successivi hanno avuto come meta Date City, un paese nella zona meridionale dell'isola di Hokkaido, dove vive la famiglia di mia moglie.

Ogni volta che vado in Giappone è quasi come andare su un altro pianeta; non passa giorno che non scopra qualche diavoleria tecnologica o qualche aspetto della società e della vita quotidiana che mi lasciano un senso di stupore che forse solo un italiano può avere quando confronta la società giapponese con quella italiana.
Raccontare tutto, in questa sede, è impossibile e mi limito ad alcuni flash di cose che mi sono rimaste impresse durante il mio ultimo viaggio in Giappone nel Settembre 2006.

La prima parte delle vacanze l'ho trascorsa a Date City dove spesso, lungo le strade, è facile incontrare delle bandiere (vedi foto all'inizio dell'articolo). Queste bandiere, di vari colori e disegni, sono un invito alla popolazione a ridurre la velocità, a stare attenti ai ladri, ecc.
Sempre a Date ho visto un ufficio postale dotato di un tavolo con sedia e tutto l'occorrente per compilare moduli e/o per scrivere una lettera: matite, penne, blocco notes, calcolatrice, spugna umida, graffettatrice, forbice e.....una serie di occhiali (!!!!) a disposizioni degli utenti. E pensare che negli uffici postali in Italia è gia tanto se c'è una sedia.
Arrivando all'aeroporto di Kobe per la seconda parte delle vacanze, una squadra di tecnici, in fila, si è inchinata all'unisono all'arrivo del nostro aereo da Sapporo. Non ho fatto a meno di sorridere.
Ad Osaka ho avuto modo di apprezzare il servizio offerto ai clienti che devono sbrigare qualche faccenda in banca. Come sempre ci sono comode sedie, e riviste (anche per i più piccoli !!) per chi è in attesa del suo turno. Davanti ad ogni sportello il cliente si siede su una sedia, altrettanto comoda, ed esegue le operazioni che deve fare.
Sempre ad Osaka abbiamo visitato alcune amiche di mia moglie. Sono così venuto a contatto con una diavoleria tecnologica che non avevo mai visto in Italia anche se non escludo che sia sul mercato anche da noi: un tappeto di plastica riscaldabile.
In pratica è un tappeto, che nel disegno simula un parquet, che nei mesi invernali può emanare calore tramite l'accensione di un interruttore. In Giappone, nelle case, di solito si cammina scalzi o coi calzini o, al massimo, con le pantofole e un pavimento caldo in inverno è senza dubbio una cosa piacevole.
Un consiglio. Non camminate mai con le scarpe in una casa privata: è un grande segno di maleducazione.

Questa breve serie di istantanee non hanno certo la pretesa di raccontare uno spaccato del Giappone; se fossi andato, per esempio, in altre banche penso che ne avrei trovata qualcuna che offre un servizio più simile al nostro (basso) standard.
Come dicevo prima sono solo dei flash, fra i tanti, di cose che mi sono rimaste particolarmente impressi nelle mie esperienze di turista italiano nel paese del Sol Levante.