04/04/2009
Nel 2020 i robot sulla Luna ?

Con gli Stati Uniti rivolti ormai verso la conquista di Marte, si aprono inediti spazi per gli altri Paesi per quanto riguarda la Luna.
Conquistata nel 1969, la Luna è stata oggetto di molte spedizioni, ma in questi ultimi decenni ha perso molta importanza da quando gli Americani hanno rivolto le loro attenzioni a Marte. Ecco quindi che molti Paesi, fra cui il Giappone, vogliono approfittare di questo stato di cose e si sono lanciati verso una nuova conquista della Luna.
Il Giappone non ha mai fatto mistero di volere sbarcare sul nostro satellite e di costruirvi una Stazione Spaziale, ma deve guardarsi dalla Cina con la quale stà lottando per la supremazia asiatica dello Spazio.
La Centrale Strategica per lo Sfruttamento dello Spazio ha reso noto un progetto che dovrebbe portare, nel 2020, ad una missione congiunta uomo-robot per lo sbarco sulla Luna.
L'agenzia, controllata dal governo, ha annunciato che entro due anni verrà stabilito il budget e saranno individuate le tecnologie necessarie per la buona riuscita della missione.L'organizzazione ha emanato anche alcuni consigli come un maggiore impulso per lo studio di satelliti, per uso militare, per le rilevazioni dei lanci di missili balistici e l'intercettazioni di onde radio. Altra raccomansazione riguarda lo sviluppo di un satellite per la prevenzione dei disastri naturali.
Insomma, il Giappone si dimostra uno dei Paesi più attivi nella ricerca e nella conquista dello Spazio.
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12/11/2008
Prima mamma nello spazio
Da qualche anno astronauti giapponesi hanno preso a frequentare lo spazio e a lavorare nell'ISS (Stazione Spaziale Internazionale) che si sta preparando e a cui i giapponesi, a vario titolo, stanno dando il loro contributo.E' quindi venuto il momento anche dell'astronauta Naoko Yamazaki che, oltre ad essere la seconda donna giapponese ad andare nello spazio, dopo Chiaki Mukai che prese parte alle missioni dello Shuttle nel 1994 e nel 1998, è la prima mamma nipponica a prendere parte ad un volo dello Shuttle. Il volo, con l'Atlantis, è previsto per i primi mesi del 2010 e la Yamazaki rimarrà nello spazio per due settimane durante le quali lavorerà per installare dei moduli che lo Shuttle trasporterà per l'ISS:
Naoko Yamazaki è mamma di una bimba di 6 anni che, secondo quanto detto dalla madre, comincia a comprendere l'esistenza dello spazio e si è detta molto contenta del viaggio che la madre compirà nel 2010. Durante la sua missione, la mamma astronauta, probabilmente dovrà collaborare con un'altro astronauta giapponese, Soichi Noguchi che, in quel periodo, dovrebbe trovarsi nella Stazione Spaziale.
La scelta caduta sulla Yamazaki, oltre a premiare una giovane donna (37 anni) e la sua indubbia competenza sul campo, ha un duplice valore simbolico.
Nel mondo del lavoro, in Giappone, le lavoratrici madri non hanno vita facile, anzi. Nella politica e nell'economia, solo il 30% delle donne, con figli al di sotto dei 6 anni, lavora (la metà delle americane). Quindi la notizia che una giovane mamma sia stata scelta per andare nello spazio dovrebbe rappresentare un indubbio successo per quelle mamme che, a causa della loro maternità, si vedono escluse da una carriera professionale.
C'è poi la speranza che la scelta di una mamma possa portare un rinnovato interesse verso lo spazio, e i viaggi spaziali, da parte delle nuove generazioni. Oltretutto è importantissimo che la cultura spaziale si diffonda tra i giovani e giovanissimi visto che è nello spazio che si giocherà il futuro dell'umanità.
05/11/2008
Clonato topo morto da 16 anni
Importante scoperta degli scienziati dell'istituto di ricerca Riken di Osaka. Una scoperta che potrebbe aprire le porte ad interessanti, anche se un po' inquietanti, prospettive.
Da un topo morto 16 anni fa e da allora conservato ad una temperatura di -20 gradi, sono riusciti a creare 12 topi identici: in pratica il topo morto 16 anni dopo è stato moltiplicato per 12.
Dal topo morto è stata prelevata una cellula, anch'essa morta naturalmente, che è poi stata è ststs inniettata in un uovo di un topo vivo. La fecondazione dell'uovo poi ha dato origine a 12 topolini perfettamente sani e cloni del topo morto 16 anni prima.
La clonazione di animali non è certo nuova, basti pensare alla famosa pecora Dolly, ma fino ad ora sia il donatore che il ricevente erano viventi. Qui, invece, il donatore è rappresentato da un donatore morto e non si pensava, fino ad ora, che fosse possibile eseguire una clonazione partendo da una cellula morta anche se congelata. Questa scoperta, come dicevamo, è un ulteriore passo verso la possibilità di clonare animali estinti come il Mammouth e i dinosauri. Naturalmente c'è ancora molto da lavorare, ma è convinziobe generale che ci si è avvicinati alla meta. Molti scienziati comunque continuano a rimanere scettici circa l'eventualità di riuscire a clonare i dinosauri.
Una difficoltà evidente è quella di riuscire a trovare un animale idoneo a ricevere e a fecondare un uovo contenente la cellula di questi animali estinti. Se per il Mammouth si pensa di rivolgersi all'Elefante, suo diretto discendente, nel cui utero potrebbe essere inniettato l'uovo con il DNA del mastodontico avo, per il Tirannosauro e per i suoi colleghi la cosa si potrebbe complicare non di poco.
12:13 Scritto da parsifal661 in scienza | Link permanente | Commenti (1) | Segnala | Tag: topi, clonazione, dna | OKNOtizie |
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24/07/2008
Gli scarti riciclati per alimentare gli animali
Il continuo aumentare dei prezzi dei mangimi per animali e dei concimi, sta creando seri problemi al settore agricolo. Urge quindi trovare qualche rimedio e da qui ecco la grande espansione della richiesta di mangimi e concimi prodotti dagli scarti alimentari che noi produciamo.
Ogni anno in Giappone vengono prodotti 20 milioni di tonnellate di scarti alimentari che poi vengono portati in discariche dove si decompongono producendo metano. Perchè quindi non riciclare in qualche modo questa immensa quantità di rifiuti organici ?
Dal 2001 il Governo ha emesso una serie di leggi per incoraggiare il riciclo degli scarti alimentari in mangimi per animali, in fertilizzanti o in Metano da utilizzare per alimentare piccoli impianti industriali.
I mangimi per pollame e maiali, per esempio, costano molto meno rispetto a quelli tradizionali e adesso, di fronte al continuo aumento dei prezzi, gli agricoltori, da sempre diffidenti di fronte a mangimi e fertilizzanti prodotti dal riciclo di scarti alimentari, stanno cominciando a cambiare idea. Altro esempio è un allevamento di maiali, della prefettura di Akita, che con questo risparmio ha potuto abbattere del 20% i suoi costi.
L'arte del riciclo ormai ci pare una scelta inevitabile se vogliamo fare qualcosa per salvare il pianeta. Questa mi pare una buona ed interessante opportunità che spero venga presa in considerazione anche negli altri grandi paesi industrializzati che ogni anno producono milioni di tonnellate di scarti alimentari.
10:04 Scritto da parsifal661 in scienza | Link permanente | Commenti (1) | Segnala | Tag: scarti, immondizia, maiali, concime | OKNOtizie |
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24/06/2008
Un'alga che produce petrolio ?
Mentre il governo si appresta a varare sussidi ed incentivi fiscali per diffondere l'uso dell'energia solare nelle abitazioni private, Nel suo laboratorio il prof. Watanabe ha coronato il sogno della sua vita e cioè creare un'alga che produca petrolio. L'alga Botryococcus braunii è conosciuta per le sue proprietà energetiche e ora, opportunamente alimentata, è capace di produrre gocce di petrolio.
Attualmente il Giappone dipende totalmente dal Petrolio, ma la visione di Watanabe, probabilmente utopistica, è quella di un Giappone che, grazie a queste alghe, produca così tanto petrolio da guadagnarsi il diritto di sedere accanto ai grandi profuttori mondiali dell'Oro Nero.
Ma prima di arrivare a questo, per stessa ammissione del prof. Watanabe, la strada è ancora molto lunga. Attualmente i costi sono troppo alti ed ancora è meno costoso produrre petrolio con il metodo tradizionale. Per produrre il carburante necessario per soddsfare il fabbisogno energetico del Paese, ci vorrebbe un allevamento di alghe vasto circa 10.000 kmq. Ma la strada è avviata e non è detto che la ricerca in questo campo non riservi qualche interessante notizia in futuro.
12:30 Scritto da parsifal661 in scienza | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: petrolio, alga, energia | OKNOtizie |
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14/05/2008
La prevenzione contro i terremoti
Il terribile terremoto con ha colpito la Cina nei giorni scorsi, ha riacceso in Giappone la discussione sul fatto se il Giappone sia più o meno pronto ad affrontare un terremoto della potenza di quello che ha colpito la regione cinese del Sichuan.
Il Giappone è un Paese che con i terremoti ha imparato a convivere. L'arcipelago sorge in una delle zone più sismiche della Terra, il cosidetto "Anello di Fuoco", in cui si incontrano diverse placche tettoniche, che va dalla Nuova Zelanda fino al Sud America passando per le Filippine, il Giappone e la costa orientale del continente americano.
Sono centinaia i terremoti, quasi tutti di scarsa potenza per fortuna, che ogni anno colpiscono il Paese del Sol Levante. Di conseguenza il Giappone è il Paese che maggiormente ha sviluppato una politica volta a limitare al massimo i danni umani e materiali derivanti da un evento sismico. Esercitazioni che coinvolgono la popolazione, un sistema di monitoraggio e di allarme dell'imminente arrivo dell'onda sismica, rigide leggi anti-sismiche che ogni nuova costruzione deve rispettare, sono solo alcune delle misure che il Paese ha preso per cercare di limitare i danni di un possibile terremoto. Ma gli analisti asseriscono che queste misure non sono sufficienti; se un terremoto, della potenza di quello capitato in Cina, colpisse Tokyo, si stima che ci sarebbero almeno 11.000 morti soprattutto a causa dell'alta densità della popolazione. Inoltre molte costruzioni, tra cui molte scuole, soprattutto nelle zone rurali, sono state costruite quando ancora non erano in vigore le norme anti-sismiche.
E' ancora vivo nel Paese il ricordo del grande terremoto di Kobe che, nel 1995, provocò la morte di 6434 persone. Gli scienziati sono convinti che presto o tardi la zona di Tokyo verrà colpita da un devastante terremoto. Poichè prevedere i terremoti è ancora un'utopia, in attesa della versione nipponica del Big One non resta che affidarsi alle esercitazioni e ai ritrovati tecnologici e almeno potranno consentire di avvisare la popolazione, con una manciata di preziosissimi secondi di anticipo, dell'arrivo dell'onda sismica.
12:46 Scritto da parsifal661 in scienza | Link permanente | Commenti (1) | Segnala | Tag: terremoti, prevenzione | OKNOtizie |
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17/03/2008
Raro fossile di lucertola erbivora
Un fossile di un raro esemplare di lucertola erbivora, è stata trovata nella prefettura di Ishikawa. L'esemplare, risalente al periodo Cretacico, 130 milioni di anni fa, sarebbe la più antica testimonianza di questo tipologia di animale: il record precedente apparteneva ad un fossile, trovato negli Stati Uniti, di una lucertola erbivora vissuta circa 99,6 milioni di anni fa.
Dell'animale, dalla lunghezza stimata di 35-30 centimetri, sono stati trovati 11 fossili, tra cui le mandibole superiore ed inferiore. Dall'esame delle conformazione dei denti, lunghi 2 millimetri e larghi 0,4 millimetri, si è potuto stabilire che si trattava di una specie erbivora. Quasi tutte le lucertole sono carnivore e da qui si capisce l'importanza della scoperta. Dal posto in cui è stato rinvenuto, la nuova specie è stata chiamata con il nome di Kuwajimalla kagaensis.
Il ritrovamento è anche importante perchè dimostra l'esistenza di angiosperme e fiori già durante il Cretacico e questo elemento è molto utile per lo studio dell'evoluzione delle piante.
14:16 Scritto da parsifal661 in scienza | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: paleontologia, lucertola | OKNOtizie |
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26/02/2008
Lanciato satellite per internet ultra veloce
L'Agenzia Spaziale Giapponese (JAXA), in collaborazione con l'Istituto Nazionale dell'Informazione e la Comunicazione Tecnologica e con la Mitsubishi, ha lanciato dal Centro Spaziale di Tanegashima un satellite sperimentale, "Kizuna", che darà la possibilità a milioni di persone, di una ventina di paesi asiatici, di usurfruire dell'accesso ad Internet ad altissima velocità.
Con un ritardo di 95 minuti, è stato lanciato il vettore H-IIA che trasportava il satellite "Kizuna" il quale, entro 17 giorni, si posizionerà in orbita geostazionaria a 35.000 chilometri di altitudine. Permetterà di accedere ad Internet con una velocità pari a 1,2 Gigabytes al secondo.
Lo scopo della messa in orbita del satellite non è solo quella di favorire l'utenza privata, ma anche di permettere a centinaia di milioni di persone della regione dell'Asia del Pacifico di poter accedere alla Rete anche vivendo in zone remote dove altrimenti il collegamento ad Internet sarebbe impossibile. Con questo sistema sarà possibile accedere alla Rete solamente installando una piccola antenna nella propria casa o appartamento.
Nell'area coperta dal satellite, l'incremento degli internauti è tumultuoso, ma molti, non solo in Giappone, sono tagliati fuori da questa tecnologia per il fatto di vivere in zone impervie e rurali dove magari l'accesso è problematico se non impossibile.
Da non sottovalutare poi l'utilità umanitaria che il collegamento satellitare potrebbe rappresentare. In caso di terremoti, alluvioni e altri disatri naturali, tutt'altro che rari nell'area, in caso di prevedibile sospensione dei collegamenti telefonici, l'accesso ad internet tramite il satellite diventa a questo punto indispensabile se non altro per un'eventuale contatto con le squadre di soccorso.
12:51 Scritto da parsifal661 in scienza, tecnologia | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: internet, satellite, kizuma | OKNOtizie |
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17/01/2008
L'incredibile Dott. Nakamats (u)
Se al mondo esistesse un inventore che incarna perfettamente lo stereotipo dello scienziato pazzo, genialoide e un po' megalomane, questi non può essere che il Dott. Joshiro Nakamatsu o, come vuole farsi chiamare, Dott. Nakamats .Qualche settimana fa, in una conferenza tenuta nella sua maestosa villa-musea, a Tokyo, Nakamats ha presentato la sua ultima trovata: il Love Jet. Il Love Jet è uno spray apparso sul mercato nipponico un paio di decadi fa, ma ora è arrivata la nuova versione più piccolo e funzionale.
E' un liquido, ad uso femminile, che quando spruzzato sulle proprie parti intime causa un aumento di un particolare ormone, il dehydroepiandrosterone, e per il maschio che ha la ventura di passare a portata di narice, non c'è scampo: subito cadrà ai piedi della donna. Il liquido le cui proprietà non hanno avuto l'avvallo della scienza ufficiale, ha anche avuto un certo successo sul mercato.
Nella confezione, dal costo di 4000 yen (circa 24 euro), sarà incluso anche un triangolo adesivo per modellare in modo perfetto i peli pubici.
Questa stramba invenzione ci permette di parlare di questo straordinario personaggio che in Patria è molto conosciuto, ma all'estero pochi lo conoscono.
In ambienti scientifici è considerato uno dei più grandi scenziati del XX secolo e dell'umanità. Possiede oltre 3200 brevetti di cui 16 dati in licenza all'IBM, noto colosso americano dell'informatica. Tra le sue invenzioni possiamo citare: il cd, il dvd, l'orologio digitale, il CinemaScope, il sintetizzatore musicale, il fax e innumerevoli altre macchine nei più svariati campi. Altre invenzioni, come il motore ad acqua, sono in mostra nella sua villa in attesa di uno sfruttamente commerciale. Si autodefinisce l'inventore anche del floppy disk anche se in verità ha solo partecipato alla sua creazione. Oltre a tutto questo, ha scritto ben 80 libri. Ma il personaggio è capace anche di vincere un IG Nobel per il suo lavoro, che porta avanti da ben 35 anni, di fotografare ed analizzare il cibo che mangia. E' convinto che per vivere in salute e a lungo basti un pranzo al giorno, di 700 calorie, e 6 ore di sonno. I suoi obbiettivi sono arrivare 1 7000 invenzioni e vivere fino a 144 anni.
Quattro volte laureato, attualmente insegna filosofia all'università di Tokyo. Già all'età di 3 anni sua madre ha cominciato ad istruirlo in chimica, fisica, inglese, giapponese e storia. All'età di 5 anni cominciò la sua carriera di inventore con un dispositivo per la stabilizzazione della gravità.
Per trovare l'Idea, il luminare dice di immergersi in acqua, senza respiratore, e di rimanervi fino a che non ha il flash per una nuova invenzione che arriva, di solito, 0.5 secondi prima della morte per asfissia. Altro metodo è quello di isolarsi nella sua toilette, isolata da ogni campo magnetico ed elettrico, per concentrarsi e pensare.
Nella Dr.NakaMats House non vive da solo, ma con altri 29 geni (ce ne sarebbero centinaia nella lista d'attesa) della scienza e delle arti, che sono venuti per cercare ispirazione da lui e dalle sue invenzioni.
Insomma un personaggio che definire originale è riduttivo. Se pensiamo che molte delle cose che usiamo tutti i giorni sono scaturiti dalla sua mente, possiamo comprendere il motivo per il quale è considerato uno dei geni del nostro tempo.
12:55 Scritto da parsifal661 in Personaggi, scienza | Link permanente | Commenti (2) | Segnala | Tag: dott. nakamatsu, invenzioni, ig nobel | OKNOtizie |
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07/01/2008
Verso lo sbarco dell'uomo sulla Luna
La Luna, sta tornando di moda, dopo più di un trentennio di oblio dopo le famose missioni Apollo che hanno permesso agli Stati Uniti di portare, per la prima volta nella storia dell'umanità, un uomo a mettere piede sul nostro satellite. Ora che gli Stati Uniti sono rivolti alla conquista di Marte, altri paesi hanno riscoperto la Luna ed hanno messo in cantiere missioni per mandare sonde, con e senza presenza dell'uomo, per compiervi studi sulla geologia per cercare di capire qualcosa di più sulla genesi dell'Universo e in previsione di costruirvi una base lunare abitata.
Il Giappone è uno di questi paesi. I ricercatori della "Misubishi Heavy Industries" hanno annunciato che entro il 2025 il Giappone sarà in grado di portare l'uomo sulla Luna. La stessa Mitsubishi, lo scorso anno, ha collaborato con la JAXA (Japan Aerospace Exploration Agency) per il lancio della sonda, destinata all'orbita lunare, Kaguya.
I progetti per la prima missione umana giapponese sulla Luna, prevedono il lancio di sei vettori ognuno dei quali porterà un pezzo della sonda che poi, assemblata in orbita terrestre, si dirigerà verso la Luna con tre astronauti a bordo. Una volta raggiunta l'orbita lunare, due astonauti scenderanno sulla superficie. L'esplorazione durerà sette giorni, secondo i progetti, e poi la sonda tornerà sulla terra per finire il suo tragitto dopo essere stata paracadutata in mare.
Il tema della Luna e dello Spazio in generale stanno riscontrando, in questo periodo, notevole interesse nell'opinione pubblica. I progetti della JAXA, il lancio di Kaguya, hanno suscitato viva impressione nell'opinione pubblica e anche i recenti, piuttosto folkloristici, a dire la verità, accenni di esponenti del Governo alla necessità del Paese di doversi preparare ad affrontare una ipotetica invasione aliena, sono forse frutto di questo interesse verso tutto quello che è estraneo alla Terra.
Ma c'è un problema più immediato che si nasconde dietro questo interesse per lo Spazio e cioè la supremazia asiatica nel settore che adesso vede affrontarsi soprattutto Cina e Giappone ma che vede, minacciosi, altri paesi realtivamente nuovi in questo campo: India e Corea del Sud. Il primo che riuscirà a portare l'uomo sulla Luna avrà chiaramente messo una importante ipoteca sulla vittoria finale per il dominio asiatico dello Spazio.
14:56 Scritto da parsifal661 in scienza | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: jaxa, luna, spazio, kaguya | OKNOtizie |
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