27/05/2009
Susanoo e Yamata no Orochi
Un interessante mito della mitologia giapponese è quello riguardante la lotta tra Susanoo, il dio del mare e delle tempeste, fratello della dea del Sole Amaterasu, contro il drago Yamata no Orochi,
I fatti si svolgono nella provincia di Izumo (il nome deriverebbe dalla dea Izanami che sarebbe sepolta sul Monte Hiba, al confine della provincia), nella prefettura di Shimane. La provincia è uno dei posti più antichi di tutto il Giappone e zona molto importante per lo Shintoismo: basti pensare che qui sorge il famoso tempio di Izumo, uno dei più importanti e antichi di tutto il Paese. Secondo la mitologia nella provincia di Izumo è localizzata anche l'entrata a Yomi, il mondo degli inferi.
Alla fine del mito della dea Amaterasu, la dea del Sole, con un inganno, venne fatta uscire dalla caverna in cui si era rifugiata. Gli dei decisero allora di esiliare il perfido Susanoo, fratello di Amaterasu.
Scacciato dal cielo, Susanoo arrivò sulla terra nei pressi del fiume Hi, nella provincia di Izumo. Qui vide galleggiare delle bacchette e ne dedusse che nelle vicinanze ci fosse qualcuno. Difatti, di lì a poco, incontrò una coppia di anziani con la loro figlia: tutti piangevano. Erano dei nobili di quelle terre: Ashinazuchi con la moglie Tenazuchi e la figlia, la principessa Kushinasa.
Susanoo, colpito da tanta tristezza, chiese il motivo del loro dolore e venne a sapere che ogni anno un drago Yamata no Orochi veniva a fare loro visita e si mangiava una loro figlia e Kushinada era l'ultima che era loro rimasta e presto avrebbe fatto la fine delle sorelle.
Il dio dei mari e delle tempeste, colpito anche dalla bellezza della loro figlia, promise loro di aiutarli a patto che gli dessero in sposa la figlia: i genitori accettarono solo dopo aver saputo chi avevano di fronte.
A questo punto Susanoo trasformò la principessa Kunishida in un pettine magico e se lo infilò fra i capelli.
Yamata no Orochi era un drago immenso con otto teste ed otto code.
Susanoo ordinò alla coppia di costruire, attorno alla loro casa, un recinto con otto porte e, davanti ad ogni porta, un tavolo con una botte di sakè. Il drago alla fine arrivò e, davanti al recinto, ebbe un momento di perplessità non sapendo come affrontare la situazione. Vide il sakè di cui era un grande bevitore e, dopo un conciliabolo tra le teste sulla strategia
migliore per arrivare a quelle botti, ciascuna testa raggiunse una botte e la svuotò.
A questo punto, con il drago intontito dalla potente bevanda, Susanoo estrasse la spada e partì all'attacco.
La battaglia fu tremenda e il fiume H divenne rosso a causa del sangue del drago. Alla fine il dio riuscì a tagliare le otto teste e le otto code. Dentro una coda, trovò una bellissima spada che chiamò Murakumo e che poi donò alla sorella Amaterasu come segno di riconciliazione.
Le otto teste vennero sepolte nei pressi del paesino di Kisuki e su ogni testa venne piantato un cedro. Alla morte di un cedro, veniva piantato un'altro cedro e gli ultimi vennero piantati nel 1873.
La spada Murakumo (Amaterasu le diede poi il nome di Kusanagi), che ricompare in vari altri racconti mitologici, costituisce una delle tre insegne imperiali. Gli altri due oggetti sono lo specchio che servì a far uscire Amaterasu dalla sua caverna e una collana che la dea del Sole ricevette in dono dal padre Izanaghi.
La zona di Kisuki è piena di luoghi sacri connessi con questo mito e musei del folclore ricordano gli eventi. Il luogo è famoso per l'antica produzione di spade e per la forgiatura del metallo ottenuta grazie alla sabbia rossa del fiume Hi. La colorazione della sabbia deriverebbe dal sangue versato da Yamata no Orochi.
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11/05/2009
Yuurei

Una caratteristica fondamentale del folclore giapponese sono senza dubbio gli yuurei che possiamo paragonare ai fantasmi.
In questi ultimi anni, con l'invasione di film horror giapponesi, non tutti di buona qualità, a dire il vero, la figura del fantasma giapponese ha conosciuto una discreta notorietà anche in Occidente. Ma gli yuurei non sono fantasmi creati appositamente in questi ultimi decenni nel cinema, nei manga o nella letteratura solo con lo scopo
di incutere paura nel lettore o nello spettatore: gli yuurei sono creature che hanno radici nel periodo di Edo e conobbero una grande diffusione nel XVIII secolo.
Secondo lo scintoismo alla morte di una persona l'anima "reikon" entra in una specie di limbo e solo dopo lo svolgimeno del funerale, e dei relativi riti, l'anima potrà ricongiungersi con gli spiriti dei suoi antenati con il quale avrà il compito di proteggere e di vegliare sulla sua famiglia. Ogni anno, in estate, durante la festa di Obon, gli spiriti tornano tra i vivi a visitare le proprie famiglie le quali gli accolgono con cerimonie di ringraziamento.
Ma se il funerale non avviene o se i riti non vengono eseguiti in modo corretto, il reikon, invece di andare tranquillamente ad unirsi con gli antenati, diventa un yuurei. Diventa un yuurei anche se muore di morte violenta, per suicidio o se pervaso da qualche forte sentimento: amore, vendetta, rabbia, gelosia.
Lo stato di yuurei non è eterno, ma dura fino a quando non risolve il problema che ha causato la sua condizione: eseguire riti ripataratori sono, per esempio, un buon modo per consentire ad un yuurei di ricongiungersi con gli antenati. Altro esempio potrebbe essere il raggiungimento della vendetta sulla persona che ha causato la propria morte.
Luoghi tipici, in Giappone, popolati da fantasmi sono: il castello di Himeji e il bosco di Aokigahara, conosciuto come il bosco dei suicidi.
Gli yuurei non lasciano mai il luogo dove è avvenuta la loro morte fisica violenta o seguono sempre la persona che è oggetto del sentimento di gelosia, di vendetta, di rancore, di odio. Non si fermano fino a quando non hanno raggiunto il loro scopo.
Appaiono di notte, fra le 2 e le 3 di mattina quando, secondo la tradizione, il velo tra il mondo dei vivi e il mondo dei morti è più sottile.
L'iconografia ufficiale ce li mostra vestiti con un kimono bianco, lo stesso usato, nelle cerimone shintoiste, per vestire i morti. Lunghi capelli neri e spesso, sulla fronte, hanno un triangolo di stoffa legato attorno alla testa. Una caratteristica degli Yurei è quella di non avere le gambe e di fluttuare nell'aria.
Questi elementi dell'aspetto sono una eredità sia dei riti funerari della religione scintoista e sia del risultato di come gli yuurei venivano rappresentati, durante il periodo di Edo, nel teatro Kabuki e nei dipinti Ukiyo-e.
Infine, una curiosità, la grande maggioranza degli yuurei sono donne forse perchè sono loro che, nel mondo dei vivi, vivono dei sentimenti più forti quali l'amore, l'odio, le gelosia, la vendetta. Gli yuurei maschili sono prevalentemente guerrieri morti sui campi di battaglia.
09:12 Scritto da: parsifal661 in Mitologia e leggende | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: yuurei. fantasma, morte | OKNOtizie |
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29/04/2009
Il mito della Creazione

All'inizio di tutto c'erano tre divinità 'Kami', invisibili: Amanominakanushi "Il Signore del Paradiso", Takamimusubi
e Kamimusubi. Dopo di loro si aggiunsero due altre divinità minori: Umashiashikabihikoji e Amanotokotachi.
Queste cinque divinità erano chiamate "Separate Divinità Celesti". A loro seguirono sette generazioni di
Kami maschili e femminili.
A quel tempo la terra era ricoperta da un brodo primordiale.
Gli dei scelsero i due kami più giovani, Izanagi e Izanami, fratello e sorella, per creare il mondo e, a
questo scopo, donarono loro una lancia ingioiellata. Dal ponte celeste, che collegava la Terra al Paradiso, Izanagi agitò il fango primordiale con la lancia da cui, una volta ritratta, caddero delle gocce di acqua salata. Da queste gocce nacque l'isola di Onogoro. Le due divinità
scesero quindi sulla terra e andarono a vivere sull'isola. Si sposarono ed ebbero 8 figli, che poi divennero le 8 isole del Giappone: Sado, Yamato (Honshu), Oki, Tsushima, Iki, Tsukushi (Kyushu), Iyo (Shikoku) e Awaji (da notare che non ci sono Hokkaido ed Okinawa che entrarono a far parte del Giappone molto più avanti).
Successivamente ebbero altri figli, ma durante il parto del dio del fuoco Kagutsuchi, a causa delle bruciature riportate, Izanami morì e venne sepolta presso il Monte Hiba. Izanagi, folle di rabbia, uccise Kagutsuchi e questo fatto portò alla nascita di dozzine di altre divinità e altre nacquero dalle lacrime di Izanagi stesso il quale decise di intraprendere un viaggio nel regno dell'Oltretomba, Yomi-tsu kuni, per
cercare di portare indietro l'amata sposa e sorella.
A Yomi regnava l'oscurità, ma riuscì a trovarla e, dopo tante insistenze, a convincerla a tornare nel mondo dei vivi. Quando il dio, finalmente, accese una torcia vide il corpo della moglie ormai in putrefazione e coperto di vermi: non esisteva più niente della bellezza di un tempo. In preda al terrore Izanagi fuggì inseguito da demoni che Izanami gli lanciò dietro con il compito di riportarlo da lei. Alla fine Izanagi uscì da Yomi e coprì l'imboccatura di Yomi con una grossa pietra. Dall'interno la dea, piena di rabbia, gridò che avrebbe ucciso 1000 persone per ogni giorno senza il marito il quale rispose che per ogni giorno di lontananza avrebbe fatto nascere 1500 uomini. Fu così che nacque la Morte fra gli uomini. Izanami divenne il kami del mondo dei morti.
Una volta scampato il pericolo, Izanagi senti il bisogno di purificarsi e di ripulirsi da tutto il sidiciume incontrato a Yomi: si immerse nel fiume e cominciò a lavarsi. Ad ogni suo gesto, ad ogni veste che si toglieva, nascevano nuovi kami, ma tre di loro erano i più importanti e divennero protagonisti di molte successive storie della mitologia nipponica: Amaterasu, che nacque dall'occhio sinistro di Izanagi, Tsuku-yomi, dall'occhio destro, e Susano-ò che usci dal naso.
Izanagi decise di dividere il mondo tra questi tre fratelli: Amaterasu divenne la dea del Sole e dei Cieli, a Tsuku-yumi divenne il dio
della Luna e della notte e al fratello Susano-ò spettò il regno del mare e delle tempeste.
Discendente della dea del Sole Amaterasu sarà poi il primo imperatore del Giappone, Jimmu, e poi tutti gli imperatori successivi compreso
Akihito, l'attuale Imperatore.
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23/03/2009
Il Kappa

Creature del folclore e della mitologia giapponese, i Kappa, sono delle creature famose in Giappone, soprattutto tra i bambini e nelle zone rurali dove ancora oggi si possono vedere, lungo le sponde di qualche lagno o di un corso d'acqua, dei cartelli che mettono in guardia dalla possibile presenza dei Kappa nella zona. E' proprio l'acqua l'elemento essenziale di queste creature; è il loro habitat naturale e da esso traggono la loro incredibile forza.
La loro origine risale, sembra, al periodo Heian, ma è durante il periodo di Edo (XVIII e XIX secolo) che hanno la maggiore popolarità. Non mancano, di quel periodo, disegni, racconti e testimonianze riguardanti queste creature.
Fisicamente sembrano un incrocio tra una rana, una scimmia e una tartaruga, possono muoversi su due gambe e, visto che vivono dentro l'acqua, hanno le dita palmate. Hanno un colore tendente al verde, ma la loro caratteristica principale è quella di avere sulla testa una fossa, sempre piena d'acqua, circondata da radi capelli. Sembrerebbe che proprio grazie a questa fossa riescano a vivere fuori dall'acqua e ad avere una grande forza. Di conseguenza i testi consigliano qualche trucco per far perdere loro l'acqua da questa fossa per poi aver la meglio su di loro, o per poter fuggire indenni.
Sono molto intelligenti e riescono pure a capire e a parlare il giapponese. Il loro rapporto con gli uomini è molto vario: possono essere collaborativi, aiutando nei campi, spesso sono curiosi e amano sfidare gli umani in prove di abilità. Vengono talvolta descritti come esseri burloni che, per esempio, emettono faltulenze rumorose, ma possono anche essere cattivi e arrivare a stuprare le donne o a rapire i bambini di cui sono particolarmente ghiotti. Oltre a mangiare i bambini, i Kappa adorano i cetrioli: il rotolo di Sushi con dentro un cetriolo viene detto kappamaki. Sono dei grandi esperti di medicina.
I Kappa, oggigiorno, vengono spesso utilizzati dai manga, dagli anime e in generale dalla narrativa per l'infanzia. Questi ominidi sono un po' usati come spauracchi da sventolare davanti a quei bambini che non si comportano bene.
Recentemente è uscito un film d'animazione giapponese "Summer days with Coo" , vincitore di vari premi in Giappone, che racconta di un Kappa che ritorna in vita nei giorni nostri e del suo rapporto con la famiglia adottiva.
10:21 Scritto da: parsifal661 in Mitologia e leggende | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: kappa, mitologia, periodo edo | OKNOtizie |
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26/03/2008
La dea del Sole: Amaterasu
Amaterasu è la principale divintà della religione scintoista: la dea del Sole. Da lei discenderebbe la casa imperiale giapponese e da qui nasce la divinità dell'Imperatore che durò fino alla sconfitta nella seconda guerra mondiale.
Sulle sue origini gli antichi testi non sono concordi. Il Kojiki ("Memorie degli eventi antichi"), risalente al 620 d.C., la fa nascere dall'occhio di Izanagi mentre egli si sta purificando dopo aver visitato il mondo delle tenebre. Un altro testo, il Nihon Shoki ("Annali del Giappone"), del 720 d.C., presenta due versioni: la prima dice che sarebbe nata dalla coppia formata da Izanagi e Izanani per governare sulle altre divinità, la seconda versione dice, invece, che sarebbe nata da uno specchio.
Amaterasu aveva due fratelli: Susano'o, il dio della Tempesta, e Tsukuyomi, il dio della Luna. A seguito di un contrasto con i suoi fratelli, si ritirò sdegnosa in una caverna che chiuse con una grossa pietra: sul mondo caddero allora le tenebre. Tutte le divinità dell'Olimpo nipponico, si riunirono allora davanti alla caverna pregando Amaterasu di tornare tra loro e di riportare la luce, ma la dea del Sole era innamovibile. Le divinità posero uno specchio davanti all'entrata chiusa della grotta e Ame-no-Uzume, la dea dell'Alba, iniziò una danza erotica per la gioia degli astanti. Le grida e le risa degli dei spinsero Amaterasu a sbirciare per capire cosa stesse succedendo e in quel momento la sua immagine venne riflessa dallo specchio. Amaterasu, che non si era mai vista allo specchio, rimase affascinata e venne convinta ad uscire dalla grotta. E così il Sole tornò a splendere nel cielo.
Il nipote di Amaterasu, Ninigi-no-Mikoto, venne mandato in Giappone a pacificare il paese e gli vennero dati tre oggetti: una spada, un gioiello ed uno specchio. Questi tre oggetti sono i simboli della casa imperiale giapponese. Il pronipote di Ninigi-no-Mikoto, fu il primo Imperatore del Giappone: Jimmu. Da Jimmu la linea di discendenza non si è mai interrotta fino all'attuale imperatore Akihito che quindi sarebbe discendente della dea del Sole Amaterasu. A seguito della sconfitta nella seconda guerra mondiale l'imperatore Hirohito ha rinunciato per se e per tutti i suoi discendenti qualsiasi prerogativa divina.
15:40 Scritto da: parsifal661 in Mitologia e leggende | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: amaterasu, scintoismo, mitologia | OKNOtizie |
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15/01/2008
Gesù visse in Giappone ?
In questo periodo vanno un pò di moda le teorie, più o meno bizzarre, che cercano di gettare nuova luce sulla vita di Cristo. Molte di queste storie, o leggende, asseriscono che Gesù non sia morto, ma che si sia trasferito, per esempio, in Francia, che si sia sposato, che abbia avuto dei figli, ecc. ecc.
Anche il Giappone, paese lontanissimo dalla Palestina, ha la sua leggenda: "La leggenda di Kirisuto". Kirisuto è il nome con cui Gesù è conosciuto in Giappone.
Nel nord del Giappone, nella prefettura di Aomori, esiste un paese di nome Shingo, ma il cui vecchio nome era Herai. In questo villaggio, ancora oggi, c'è un tumulo alla cui sommità è stata eretta una croce: per la tradizione è la tomba di Gesù.
Secondo questa leggenda Gesù, all'età di 21 anni. si trasferì in Giappone dove imparò la lingua e dove studiò l'antico Scintoismo per 10 anni. Tornò poi in Palestina per insegnare questa dottrina, ma venne catturato dai romani. Non fu lui però a morire crocefisso, ma bensì suo fratello Isukiri che volontariamente si sacrificò oer salvare il fratello.
All'età di 37 anni, Gesù tornò in Giappone dove sposò una donna di nome Miyuko. Visse fino all'età di 106 anni e fu appunto sepolto nei pressi del villaggio di Shingo. In una seconda tomba, sempre secondo la leggenda, riposerebbero i resti di suo fratello Isukiri; resti che vennero recuperati dopo la crocifissione e portati in Giappone.
I locali, naturalmente, non hanno dubbi sull'autenticità della storia e su di essa hanno costruito una serie di attività commerciali tra le quali un museo e vari negozi. Il sito è visitato da circa 40.000 turisti ogni anno.
Ci sarebbero comunque degli indizi che proverebbero la veridicità della storia; per esempio sugli antichi Kimono della zona veniva disegnata una stella di Davide. Nel 1935 un prete di Ibaraki trovò un documento in giapponese antico - sarebbe addirittura il testamento di Gesù - nella quale viene indicata Shingo come il luogo di sepoltura. Il terreno dove sorgono le tombe appartiene a Sajiro Sawaguchi, un anziano di circa 80 anni, che si considera il diretto discendente del Figlio di Dio.
Certo che la leggenda lascia piuttosto increduli, ma in Giappone esistono non poche persone che credono veramente al fatto che Gesù sia arrivato da loro, si sia sposato, abbia avuto figli e che sia vissuto addirittura 106 anni.
10:08 Scritto da: parsifal661 in Mitologia e leggende | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: leggende, gesù, shingo | OKNOtizie |
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