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<title>Il Giappone di ieri, di oggi e di domani</title>
<description>Non tutto, ma di tutto</description>
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<title>La fine del blog e un nuovo sito</title>
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<author>noreply@myblog.it (parsifal661)</author>
<category>Comunicazioni</category>
<pubDate>Wed, 24 Jun 2009 09:39:36 +0200</pubDate>
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&lt;p&gt;Buongiorno a tutti !!&lt;br /&gt; &lt;br /&gt; Ho una comunicazione importante che riguarda il blog&amp;nbsp;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt; Sto ristrutturando le mie attività online di diffusione della cultura giapponese.&lt;br /&gt; Ho deciso di concentrare tutto in un nuovo sito &lt;a target=&quot;_self&quot; href=&quot;http://www.tuttogiappone.net&quot;&gt;www.tuttogiappone.net&lt;/a&gt; che quindi&lt;br /&gt; conterrà i tre filoni di cui mi occupo :&lt;br /&gt; - Divulgazione della cultura giapponese&lt;br /&gt; - La cucina giapponese di Yuri Kagawa (fino ad ora presente solo su Facebook)&lt;br /&gt; - Segnalazione di eventi culturali giapponesi in Italia&lt;br /&gt; &lt;br /&gt; Pertanto, dopo aver trasferito i principali articoli sul nuovo sito, questo blog sparirà.&lt;br /&gt; Chi volesse continuare ad essere aggiornato sui nuovi articoli, ma non solo, può iscriversi alla newsletter del nuovo sito che trovate qua: &lt;a target=&quot;_blank&quot; href=&quot;http://www.tuttogiappone.net/newsletter.php&quot;&gt;www.tuttogiappone.net/newsletter.php&lt;/a&gt;&lt;br /&gt; Il sito è ancora piuttosto scarno, ma crescerà velocemente.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt; Grazie e spero di ritrovarvi anche dall'altra parte !&lt;br /&gt; &lt;br /&gt; Cristiano&lt;/p&gt; 
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<title>Mostra (Catelnuovo Di Porto - RM):  Sahoko Takahashi / Hudesa Kaganow - Essenzialità 4 ½</title>
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<author>noreply@myblog.it (parsifal661)</author>
<category>Il Giappone in Italia</category>
<pubDate>Fri, 19 Jun 2009 14:05:00 +0200</pubDate>
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&lt;p&gt;&lt;img src=&quot;http://tuttogiappone.myblog.it/media/00/01/1405725589.jpg&quot; id=&quot;media-797809&quot; alt=&quot;Sahoko Takahashi.jpg&quot; style=&quot;border-width: 0; float: right; margin: 0.2em 0 1.4em 0.7em;&quot; name=&quot;media-797809&quot; /&gt;L’obiettivo è quello di colorare le pareti di questo spazio e di dare un contributo per la tutela e l’assistenza a tutti gli animali domestici, randagi e abbandonati, da una parte sensibilizzando con spunti di arte e con modi di osservazione personali della natura, dall’altra offrendo il 25% dei ricavi come donazione all’Associazione Quinto Mondo Onlus Animalisti Volontari&lt;/p&gt; &lt;p&gt;--------------------------------&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Durata : 21 Giugno - 18 Luglio 2009&lt;br /&gt; Sede : Clinica Veterinaria Castel Novo&lt;br /&gt; Via Flaminia 64&lt;br /&gt; Sito web : &lt;a target=&quot;_self&quot; href=&quot;http://www.exibart.com/profilo/eventiV2.asp?idelemento=74221&quot;&gt;Exibart&lt;/a&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;********************************&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Per l'elenco completo degli eventi clicca ===&amp;gt; &lt;a target=&quot;_blank&quot; href=&quot;http://www.facebook.com/group.php?gid=55851208463&quot;&gt;QUA&lt;/a&gt;&lt;/p&gt; 
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<title>I ventagli da guerra</title>
<link>http://tuttogiappone.myblog.it/archive/2009/06/17/i-ventagli-da-guerra.html</link>
<author>noreply@myblog.it (parsifal661)</author>
<category>militaria</category>
<pubDate>Wed, 17 Jun 2009 13:38:32 +0200</pubDate>
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&lt;p&gt;&lt;img src=&quot;http://tuttogiappone.myblog.it/media/02/02/1929157001.jpg&quot; id=&quot;media-794842&quot; alt=&quot;tessen.jpg&quot; style=&quot;border-width: 0; float: right; margin: 0.2em 0 1.4em 0.7em;&quot; /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Noi occidentali siamo abituati ad usare il ventaglio per proteggerci dalla calura e dare un po' refrigerio al viso. Nell'estremo Oriente, e quindi non solo in Giappone, il ventaglio veniva usato anche con altre funzioni tra le quali la difesa personale, l'offesa e, addirittura, come mezzo di comunicazione: è il &lt;b&gt;ventaglio da guerra&lt;/b&gt;.&lt;br /&gt; Del suo utilizzo, come arma, si trova già traccia nella mitologia dove non mancano duelli in cui uno dei contendenti non utilizzi un tipo di ventaglio da guerra. Ma è nell'epoca feudale, specialmente nel periodo di Edo, che questa arma ebbe il suo momento di gloria.&lt;br /&gt; I ventagli di guerra erano usati principalmente come arma di difesa, ma, in taluni casi, anche come arma perl'attacco. Altro importante suo utilizzo era quello di trasmettere a distanza gli ordini dei comandanti durante una battaglia, ma questa funzione cadde presto in disuso quando nacqueto sistemi di comunicazione più pratici e sicuri.&lt;br /&gt; Di questi tipi di ventagli, ce ne erano di varie forme (pieghevoli e non, piccoli e grandi, con fiocchi di stoffa) e di vario materiale (metallo, bambù, carta, rame, bronzo, legno).&lt;br /&gt; Il tipo più conosciuto è forse il &lt;b&gt;tessen&lt;/b&gt; che apparteneva all'arsenale personale di ogni Samurai. Il tessen poteva consistere in un ventaglio pieghevole (menhari-gata) o in una specie di randello che, a prima vista poteva sembrare un normale ventaglio pieghevole chiuso, ma era fatto di un unico bastone di metallo o di legno duro (tenarashi-gata). Per il basso prezzo, la maggiore efficacia e durata, i Samurai preferivano il tenarashi-gata che era usato anche dal corpo di polizia.&lt;br /&gt; Ai samurai era impedito di portare spade, pugnali e altre armi in determinate situazioni: per esempio quando andavano a far visita ad un samurai di rango superiore o quando entravano in determinate aree della città. In questi casi il tessen, che i samurai potevano tenere con sè, assumeva una grande importanza come arma di difesa personale.&lt;br /&gt; Esiste anche un'arte marziale, il tessenjutsu, che si basa sull'uso del tessen. E' tuttora praticato in Giappone, seppure non sia molto diffuso, ma durante il periodo feudale il combattimento con i tessen erano molto frequenti e pare che, per esempio, un famoso spadaccino del 16° secolo fosse molto abile con il tessen di metallo.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Esistono altri tipi di ventagli da guerra:&lt;br /&gt; - l'&lt;b&gt;uchiwa&lt;/b&gt;, un ventaglio di metallo o legno, portato dagli alti ufficiali e che aveva varie funzioni (scudo contro le frecce, protezione dal sole e per trasmettere ordini ai soldati);&lt;br /&gt; - il &lt;b&gt;gunsen&lt;/b&gt;, ventagli pieghevoli, portati dai soldati, avevano le stecche interne di bronzo, o altro metallo, e quelle esterno di ferro;&lt;br /&gt; - il &lt;b&gt;saihai&lt;/b&gt;, usato nell'esercito per trasmettere ordini di spostamento delle truppe. Era composto da un ciuffo di stoffa attaccato ad un bastone.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Oltre a questi tipi di ventagli usati in ambiente militare, bisogna anche citare l'&lt;b&gt;harisen,&lt;/b&gt; un ventaglio di carta, spesso di grandi dimensioni, usato principalmente nelle commedie teatrali e negli anime. Frequentemente lo si vede usato da un personaggio come arma da usare sulla testa dell'avversario producendo così un effetto comico e divertente per il pubblico.&lt;/p&gt; 
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<title>Sessue Hayakawa: la prima star del cinema</title>
<link>http://tuttogiappone.myblog.it/archive/2009/06/15/sessue-hayakawa-la-prima-star-del-cinema.html</link>
<author>noreply@myblog.it (parsifal661)</author>
<category>Personaggi</category>
<category>spettacolo</category>
<pubDate>Mon, 15 Jun 2009 11:09:38 +0200</pubDate>
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&lt;p&gt;&lt;img src=&quot;http://tuttogiappone.myblog.it/media/02/01/1270249521.jpg&quot; id=&quot;media-791795&quot; alt=&quot;Sessuo Hayakawa.jpg&quot; style=&quot;border-width: 0; float: left; margin: 0.2em 1.4em 0.7em 0;&quot; /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;b&gt;Kintaro Hayakawa&lt;/b&gt;, il vero nome di Sessue Hayakawa, nacque il 10 Giugno 1889 in villaggio, Nanaura, della&lt;br /&gt; preferttura di Chiba. Suo padre era il governatore della Provincia e la famiglia apparteneva all'aristocrazia&lt;br /&gt; guerriera. Il padre volle per il figlio una carriera militare, nella marina, ma il giovane Kintaro, dopo aver&lt;br /&gt; studiato nella prestigiosa accademia di Etajima, non riuscì a superare l'esame di idoneità fisica a causa&lt;br /&gt; di un danno all'orecchio rimediato in un incidente in epoca scolastica.&lt;br /&gt; In preda alla vergogna per non essere riuscito a compiacere l'orgoglio del padre, Kintaro Hayakawa,&lt;br /&gt; commise il Seppuku, il suicidio rituale samurai, ma per un caso fortuito il padre, attirato dai latrati del loro&lt;br /&gt; cane, trovò il figlio agonizzante ma ancora in vita. Nonostante le trenta pugnalate, il ragazzo soppravvisse.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Non potendo intraprendere la carriera militare, la famiglia spedì il giovane a studiare in America, a Chicago, con la speranza che potesse almeno diventare un banchiere era il 1911.&lt;br /&gt; Quegli erano gli anni in cui in Giappone non era ancora scoppiata l'ira anti-occidentale e quindi avere un figlio a studiare in America era, per la famiglia, un motivo di orgoglio. Dopo due soli di università il giovane Kintaro decise però di tornare in Giappone, ma l'attesa del piroscafo, che doveva riportarlo in Patria, a Los Angeles, cambiò per sempre la sua vita.&lt;br /&gt; Per ingannare il tempo dell'attesa, assistette ad una rappresentazione teatrale in un teatro di Little Tokyo....e seppe allora qual'era il suo vero destino: lo spettacolo.&lt;br /&gt; Nel 1914, ormai attore di teatro, venne contattato dal produttore Thomas Ince per interpretare la trasposizione filmica di uno dei suoi spettacoli &quot;The Typhoon&quot; che ebbe un grande successo. Dopo altri due film di successo &quot;The&lt;br /&gt; Wrath of the Gods&quot; e &quot;The Sacrifice&quot;, venne arruolato dalla Famous Players di Jesse L. Lasky (la futura Paramount). Anche la sua vita privata iniziò a decollare graze al matrimonio con l'attrice giapponese Tsuru Aoki.&lt;br /&gt; La stella di Sessue Hayakawa, come si fece adesso chiamare, era in continua ascesa: per il periodo era una degli attori meglio pagati (5000 dollari a settimana), lavorò con registi come Cecil B. DeMille e fu protagonista di uno dei suoi più famosi film dell'epoca del muto &quot;The Cheat&quot; (1915) in cui impersonava un commerciante d'avorio che aveva una relazione con una donna sposata. Nella lotta con il marito di quest'ultima, il giapponese ha la peggio. Il film creò un grande scalpore perchè metteva in scena una relazione extra-matrimoniale e per di più multi-razziale tra un asiatico e una donna bianca. Il personaggio interpretato da Sessue non faceva certo una bella figura e provocò grandi proteste tra la comunità giapponese. Lo stesso Sessue venne additato, dal suo Paese, come un traditore: una umiliazione&lt;br /&gt; nazionale. I giapponesi chiamavano Kokujoku Eiga quei film, girati all'estero con attori giapponesi, che ridicolizzavano il Paese e i suoi abitanti: &quot;Film della vergogna&quot;.&lt;br /&gt; Lo stesso Sessue si rese conto che Hollywood gli faceva fare solo le parti del cattivo giapponese e così, nel 1918, fondò la sua propria casa di produzione, la Haworth Pictures. Con la nuova compagnia produsse, scrisse e interpretò, insieme a sua moglie, film, anche di un certo successo, imperniati sul tentativo degli asiatici di integrarsi nella comunità americana.&lt;br /&gt; Tra la fine degli anni '10 e l'inizio del decennio successivo Hayakawa era sulla cresta dell'onda: uno degli attori più famosi e meglio pagati di Hollywood: la sua fama rivaleggiava con quella di Douglas Fairbanks, Charlie Chaplin e&lt;br /&gt; Rodolfo Valentino.&lt;br /&gt; Ma i tempi cominciavano a cambiare e l'aria che si respirava negli Stati Uniti diventava sempre più pesante. Nel 1924 il Johnson-Reed Act impose una severa limitazione all'immigrazione asiatica e nel 1930 la MPAA, l'associazione&lt;br /&gt; cinematografica americana, adottò il famigerato &quot;codice Hayes&quot; che, tra le altre cose, vietava, nei film, scene di intimità tra persone di razza diversa. A peggiore le cose nella società americana stava montando un sentimento di odio verso gli asiatici e contro i giapponesi in particolare.&lt;br /&gt; Dopo essersi trasferito a New York, Hayakawa partì per l'Europa dove interpretò vari film in Inghilterra, Francia e Germania.&lt;br /&gt; Agli inizi degli anni '30 tornò a Hollywood giusto in tempo per partecipare al suo primo film sonoro &quot;The Daughter of the Dragon&quot;, ma i risultati furono deludenti: il passaggio dal muto al sonoro, non era così semplice.&lt;br /&gt; Tornato in Francia nel 1937, partecipò a &quot;Yoshiwara&quot; di Max Orphuls e ad un remake di &quot;The Cheat&quot;.&lt;br /&gt; Gli anni della guerra li trascorse in Francia dove, per guadagnarsi da vivere, faceva il pittore. Partecipò anche alla Resistenza francese.&lt;br /&gt; Dopo il secondo conflitto mondiale, a tirarlo fuori dalla naftalina, ci pensò Humphrey Bogart che lo volle con se in &quot;Tokyo Joe&quot; del 1949. Hollywood, dopo aver investigato sulle sue attività durante la guerra, gli apri le porte e per Sessue Hayakawa iniziò una nuova fase della carriera che lo portò a lavorare con attori del calibro di Audrey Hepburn, Jerry Lewis, Shirley MacLaine, Antony Perkins.&lt;br /&gt; Nel 1957 ottenne la sua prima ed unica nomination all'Oscar per come &quot;attore non protagonista&quot; nel film &quot;Il Ponte sul Fiume Kwai&quot; in cui interpretava il Colonello Saito. Dopo quel film la sua carriera era quasi agli sgoccioli. Nel 1961 tornò in Giappone dove divenne Maestro Zen e dove si dedicò all'insegnamento della recitazione.&lt;br /&gt; Risale al 1966 l'ultimo film a cui prese parte, &quot;The Daydreamer&quot;.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt; Sessue Hayakawa fu il primo giapponese ad avere successo, come attore di cinema, e a diventare una stella della settima arte. Lavorò pure in Patria, ma in Giappone non ebbe lo stesso successo che ebbe all'estero. Nella prima parte della sua carriera, dai suoi compatrioti, era considerato un traditore e un vergogna nazionale a causa dei ruoli che interpretava nei film americani.&lt;br /&gt; Successivamente, all'apice della carriera, ma con l'arrivo dell'odio anti-occidentale in Giappone, un suo ritorno in Patria era impensabile.&lt;br /&gt; Nonostante tutte le avversità, Hayakawa, riuscì ad emergere e a diventare un dei grandi del cinema mondiale, tanto da meritarsi una stella nella Walk of Fame di Vine Street ad Hollywood.&lt;/p&gt; 
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<title>Mostra (Padova): Yoshin Ogata - Cerchi d'acqua</title>
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<author>noreply@myblog.it (parsifal661)</author>
<category>Il Giappone in Italia</category>
<pubDate>Thu, 11 Jun 2009 08:58:00 +0200</pubDate>
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&lt;p&gt;&lt;img src=&quot;http://tuttogiappone.myblog.it/media/02/02/1678168533.jpg&quot; id=&quot;media-786537&quot; alt=&quot;Ogata.jpg&quot; style=&quot;border-width: 0; float: right; margin: 0.2em 0 1.4em 0.7em;&quot; /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Uno dei segni che più caratterizzano il pianeta è l’acqua. Alla presenza dell’acqua si collega l’origine della vita. Per Yoshin Ogata l’acqua e i suoi segni,la goccia, il flusso,sono sempre stati simboli della vita che scorre, scava, rigenera… Il dialogo di Ogata con l’acqua dura ormai da 30 anni e si è espresso in una gamma vastissima di marmi, graniti di vari colori provenienti da tutto il mondo e che accuratamente sceglie per adattare le sue sculture agli ambienti che le ospitano .&lt;/p&gt; &lt;p&gt;--------------------------------&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Durata : 11 Giugno - 4 Luglio 2009&lt;br /&gt; Sede : Anna Bedra Artz Contemporanea&lt;br /&gt; Sito web : &lt;span&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Verdana,Arial,Helvetica,sans-serif; color: #000000; font-size: xx-small;&quot;&gt;&lt;a alt=&quot;www.annabreda-arte.com&quot; href=&quot;http://www.annabreda-arte.com/&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color: #800000;&quot;&gt;www.annabreda-arte.com&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;********************************&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Per l'elenco completo degli eventi clicca ===&amp;gt; QUA&lt;/p&gt; 
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<guid isPermaLink="true">http://tuttogiappone.myblog.it/archive/2009/06/10/la-yakuza-2-parte-la-yakuza-moderna-i-riti-la-gerarchia-i-ra.html</guid>
<title>La Yakuza (2° parte): la Yakuza moderna, i riti, la gerarchia, i rapporti con la società</title>
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<author>noreply@myblog.it (parsifal661)</author>
<category>società</category>
<pubDate>Wed, 10 Jun 2009 09:26:18 +0200</pubDate>
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&lt;p&gt;&lt;img src=&quot;http://tuttogiappone.myblog.it/media/01/00/1722841870.jpg&quot; id=&quot;media-785188&quot; alt=&quot;yakuza.jpg&quot; style=&quot;border-width: 0; float: left; margin: 0.2em 1.4em 0.7em 0;&quot; name=&quot;media-785188&quot; /&gt;Yoshio Kodama durante gli anni della guerra era un giovane di grande speranze: ultranazionalista e fanatico. Svolse azioni di spionaggio in Asia e, all'età di 34 anni, era già Contrammiraglio della flotta imperiale e consigliere del Primo Ministro Hideki Tojo.&lt;br /&gt; Dopo la guerra venne incarcerato dagli americani che lo considerarono, oltretutto, un elemento pericoloso. Sarebbe dovuto rimanere molto a lungo in prigione, ma la sua frequentazione, prima della guerra, degli ambienti&lt;br /&gt; della yakuza, gli valsero l'attenzione degli americani che cercavano un uomo di collegamento tra la mafia giapponese e la sezione G-2 del loro spionaggio militare.&lt;br /&gt; La funzione della yakuza, dopo la guerra, non era certo da sottovalutare, con il governo nipponico ancora traballante. Gli americani si servirono della mafia nipponica per cercare di bloccare la penetrazione delle idee comuniste nel Paese: la yakuza veniva usata per intimidire le organizzazioni sindacali, per esempio.&lt;br /&gt; L'uomo che ebbe il compito di porre termine allo scontro interno alla yakuza e di unire gli sforzi delle varie famiglie in ottica anti-comunista era proprio Kodama che aveva le conoscenze giuste, i contatti e il carisma&lt;br /&gt; per poterlo fare. Molti sussurravano che Kodama fosse il capo dei capi della yakuza, ma la cosa non venne mai provata.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt; Oggi la yakuza non è meno potente e arrogante del passato. I suoi interessi sono quelli tipici per le organizzazioni di questo tipo: racket, sfruttamento della prostituzione, scommesse clandestine, riciclaggio di denaro, gioco d'azzarto, traffico di droga. Elementi della yakuza sono infiltrati nell'economia, nella politica, nella finanza. Caretteristici, per esempio, sono i Sokaiya, piccoli azionisti che rilevano piccoli pacchetti azionari per poter avere diritto alla parola nei consigli d'amministrazione in cui, mediante minacce e ricatti, influenzano la politica aziendale.&lt;br /&gt; Negli anni '90 il governo emanò una &quot;legge contro le attività illegali delle organizzazioni criminali&quot;, ma gli effetti furono piuttosto scarsi. Per combattere la yakuza, inoltre, in molti luoghi pubblici venne interdetta l'entrata a chi portava tatuaggi sul corpo.&lt;br /&gt; Certo, ogni tanto ci sono delle retate, ma il fenomeno yakuza è ben lungi dall'essere debellato: convivenze nella politica, nella polizia e nel mondo economico, mettono la mafia giapponese al riparo da qualsiasi pesante sconfitta che ne possa mettere a repentaglio l'esistenza.&lt;br /&gt; La cosa incredibile è che la yakuza non si nasconde: ha i suoi uffici con ben visibili le insegne della &quot;famiglia&quot; di appartenenza, gli stessi membri sono facilmente riconoscibili, oltre che per il loro tatuaggi, anche&lt;br /&gt; per il loro look e, perfino, per il loro caratteristico modo di camminare arrogante, molto diverso da quello di qualsiasi altro giapponese. Molto spesso ogni membro, come simbolo destinato ad incutere soggezione, porta all'occhiello una spilla con il logo della propria &quot;famiglia&quot;.&lt;br /&gt; In Giappone, il solo fatto di appartenere alla yakuza non costituisce reato. Molte bande si sono registrate come organizzazioni religiose e, se un membro finisce in prigione per qualche reato, ci sono gruppi fedeli di avvocati pronti a sistemare il problema.&lt;br /&gt; I capi della yakuza sono noti per la loro intelligenza e, grazie anche alla complicità e, spesso, alla corruzione di ambienti della polizia, è molto difficile riuscire ad incastrare qualche pezzo grosso. Le operazioni illecite vengono sempre sapientemente celate dietro ad attività e società perfettamente rispettose della legge.&lt;br /&gt; Anche la popolazione spesso vede la yakuza alla stregua di una protettrice contro le angherie dello Stato e delle banche. Un esempio: le banche effettuano molti controlli sui clienti prima di accordare un finanziamento mentre un finanziamento chiesto alla yakuza è più facile da ottenere anche se, naturalmente, più pericoloso, specialmente se non si riescono a rimborsare le rate.&lt;br /&gt; Emblematico poi è l'episodio del terremoto di Kobe quando la yakuza, che a Kobe ha una delle sue roccaforti, arrivò prima dello Stato ad organizare i&lt;br /&gt; soccorsi e mise addirittura a disposizione i suoi elicotteri per trasportare i feriti.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt; La yakuza è una organizzazione gerarchica al vertice della quale c'è l'Oyabun. Il rapporto di fedeltà tra l'Oyabun e il sottoposto (Kobun) è sancito dalla cerimonia del Sakayuki nella quale entrambi bevono dalla stessa tazza di Sake.&lt;br /&gt; Altro rituale, più cruento, è il Yubitsume attuato quando un membro riconosce di aver infranto le regole di fedeltà verso il suo capo e vuole farsi perdonare. Nello Yubitsume il trasgressore si amputa la falange del&lt;br /&gt; dito mignolo, l'avvolge in un panno e lo dona al suo boss che, a causa dell'importanza del gesto, non può rifiutarsi di accordare il suo perdono.&lt;br /&gt; Un cenno lo dobbiamo poi fare sui tatuaggi, spesso estesi ed elaborati, che ricoprono il corpo dei membridella yakuza. Spesso i membri li esibiscono pure in pubblico come forma di intimidazione. L'usanza dei tatuaggi&lt;br /&gt; è molto antica e risalirebbe, alle bande di Bakuto del periodo di Edo, o, addirittura ai Kabuki-mono del XVII secolo. Sono tatuaggi fatti utilizzando un metodo doloroso e lungo: è una prova di coraggio che i yakuza devono affrontare prima di entrare in una qualsiasi delle &quot;famiglie&quot;.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt; La yakuza è composta da varie &quot;famiglie&quot; ad ognuna delle quali fanno capo una serie di bande. Si stima che componenti della Yakuza siano poco meno di 90.000.&lt;br /&gt; La famiglia più importante è la Yamaguchi-gumi con circa 39.000 membri divisi in 750 bande ed ha il quartiere generale nella città di Kobe. La Sumiyoshi-rengo è la seconda con circa 10.000 membri divisi in 177 bande, segue la Inagawa-kai con circa 7.400 affilliati e 313 bande con base a Yokohama, Un po' particolare è la &quot;famiglia&quot; Toua Yuai Jiyo Kumiai,&lt;br /&gt; che opera principalmente a Tokyo, in quanto è composta da yakuza di origine coreana.&lt;br /&gt; E' proprio la componenente coreana che caratterizza la composizione della yakuza: si stima che circa il 10% di membri della yakuza siano di origine coreana. Altra grande componente sono i burakumin che, secondo i dati della polizia, costituiscono tra il 60 e il 70% di tutta la yakuza. I burakumin e gli originari della Corea sono due gruppi sociali che nel passato hanno subito pesanti discriminazioni all'interno della società.&lt;br /&gt; Nonostante sia un fenomeno prettamente giapponese, la yakuza è presente anche all'estero e soprattutto negli Stati Uniti (Hawaii), Messico, Corea del Sud ed Australia.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt; ---------------------&lt;br /&gt; &lt;a target=&quot;_blank&quot; href=&quot;http://tuttogiappone.myblog.it/archive/2009/06/05/la-yakuza-1-parte-dalle-origini-agli-anni-60.html&quot;&gt;Prima parte dell'articolo&lt;/a&gt;&lt;br /&gt; --------------------&lt;br /&gt; Lettura consigliate :&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;- &lt;a target=&quot;_blank&quot; href=&quot;http://tuttogiappone.myblog.it/archive/2009/05/06/i-burakumin.html&quot;&gt;I Burakumin&lt;/a&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;- &lt;a target=&quot;_blank&quot; href=&quot;http://www.narcomafie.it/news_archivio/news_2001_17.htm&quot;&gt;Yakuza, samurai in doppiopetto&lt;/a&gt;&lt;br /&gt; &lt;a href=&quot;http://www.narcomafie.it/news_archivio/news_2001_17.htm&quot; onmousedown=&quot;UntrustedLink.bootstrap($(this), &amp;quot;92dcf74971fc1f766016ac8492ead592&amp;quot;, event)&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt; - &lt;a target=&quot;_blank&quot; href=&quot;http://www.tomcoyner.com/yakuza.html&quot;&gt;Yakuza: Past and Present&lt;/a&gt;&lt;br /&gt; &lt;a href=&quot;http://www.tomcoyner.com/yakuza.html&quot; onmousedown=&quot;UntrustedLink.bootstrap($(this), &amp;quot;92dcf74971fc1f766016ac8492ead592&amp;quot;, event)&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt; - &lt;a target=&quot;_blank&quot; href=&quot;%20http://www.quazen.com/Arts/Bodyart/Yakuza-Mark-of-the-Tattoo.187203&quot;&gt;Yakuza: Mark of the Tatoo&lt;/a&gt;&lt;a href=&quot;http://www.quazen.com/Arts/Bodyart/Yakuza-Mark-of-the-Tattoo.187203&quot; onmousedown=&quot;UntrustedLink.bootstrap($(this), &amp;quot;92dcf74971fc1f766016ac8492ead592&amp;quot;, event)&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt; 
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<title>Love Japan (Chiaravalle AN 14 - 20 Giugno)</title>
<link>http://tuttogiappone.myblog.it/archive/2009/06/08/love-japan-chiaravalle-an-14-20-giugno.html</link>
<author>noreply@myblog.it (parsifal661)</author>
<category>Il Giappone in Italia</category>
<pubDate>Mon, 08 Jun 2009 15:13:17 +0200</pubDate>
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&lt;p&gt;&lt;img src=&quot;http://tuttogiappone.myblog.it/media/00/01/1075493325.jpg&quot; id=&quot;media-782628&quot; alt=&quot;36244.jpg&quot; style=&quot;border-width: 0; float: left; margin: 0.2em 1.4em 0.7em 0;&quot; name=&quot;media-782628&quot; /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Nella città della Montessori un vero e proprio viaggio virtuale alla scoperta degli angoli più nascosti della cultura nipponica, dal &lt;b&gt;14&lt;/b&gt; al &lt;b&gt;20&lt;/b&gt; di giugno.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt; Una cultura vastissima, ricca di aneddoti e di contraddizioni, frutto di esperienze e tradizioni millenarie, capace di innovare a fare scuole nelle arti.&lt;br /&gt; Proprio le arti, il cinema, la musica, la filosofia, il design e i manga, saranno le protagoniste di “&lt;b&gt;Japan in love&lt;/b&gt;”, il primo festival dedicato alla cultura Giapponese organizzato nelle Marche, e che ha come direttore artistico Luca Marcelli.&lt;br /&gt; A Chiaravalle saranno ospitati studiosi, scrittori, artisti, registi tutti legati, in modo diverso, al Giappone. Tanti saranno gli argomenti trattati, dai manga alle subculture giovanili a al design.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt; Ma il Giappone è anche memoria. Memoria di morte e della follia dell’uomo, da cui però si deve e si può ripartire. Come &lt;b&gt;Shinya Sakurai&lt;/b&gt; abile artista, le cui opere saranno ospitate presso le salette Giacconi del Teatro “Valle” dal &lt;b&gt;15&lt;/b&gt; al &lt;b&gt;27&lt;/b&gt; giugno, che da Hiroshima è partito alla volta di Torino e attraverso le sue opere, ricche di cuori e palline, ci insegna che senza amore non c'è pace e senza pace non c'è amore.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt; Un progetto ambizioso che vede Chiaravalle protagonista di una proposta insolita rivolta ai giovani, che in un periodo di omologazione culturale, devono avere la possibilità di assaporare qualcosa di diverso e significativo.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Per ulteriori informazioni e per il programma della manifestazione : &lt;a target=&quot;_blank&quot; href=&quot;http://www.pojo.it/it/&quot;&gt;www.pojo.it&lt;/a&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;********************************&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Per l'elenco completo degli eventi clicca ===&amp;gt; &lt;a target=&quot;_blank&quot; href=&quot;http://www.facebook.com/group.php?gid=55851208463&quot;&gt;QUA&lt;/a&gt;&lt;/p&gt; 
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<title>La Yakuza (1° parte): dalle origini agli anni '60</title>
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<author>noreply@myblog.it (parsifal661)</author>
<category>società</category>
<category>Storia</category>
<pubDate>Fri, 05 Jun 2009 06:24:00 +0200</pubDate>
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&lt;p&gt;&lt;img src=&quot;http://tuttogiappone.myblog.it/media/01/00/1165870132.jpeg&quot; id=&quot;media-778231&quot; alt=&quot;kabuki-mono.jpeg&quot; style=&quot;border-width: 0; float: left; margin: 0.2em 1.4em 0.7em 0;&quot; name=&quot;media-778231&quot; /&gt;Il Giappone è uno dei Paesi al mondo con il più basso indice di criminalità, ma, nello stesso tempo, ospita una delle più grandi organizzazioni criminali a livello mondiale: la yakuza.&lt;br /&gt; Alla yakuza, secondo dati risalenti al 2005, aderiscono circa 86.300 affiliati divisi in varie famiglie. Per farci un'idea di cosa è la yakuza, potremo paragonarla alla mafia italiana con cui ha molti punti in comune. C'è però una grande differenza con la Mafia italiana; se la Mafia è una organizzazione&lt;br /&gt; segreta che vive nell'ombra, la yakuza, sembra incredibile a dirsi, vive allo scoperto: ha i suoi uffici, i suoi aderenti sono facilmente riconoscibili dai tatuaggi che spesso mostrano pubblicamente, le insegne delle varie famiglie sono spesso oggetto, addirittura, di attività di marchandising. Ma, si potrebbe pensare, che arrestare i membri e i capi della yakuza, visto che non si nascondono, dovrebbe essere abbastanza facile, ma, come vedremo, soprattutto nella seconda parte dell'articolo, non è così semplice la cosa.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt; Sulle radici storiche della yakuza, circolano due ipotesi, ma tutte e due concordano comunque sul periodo di nascita di quella che poi sarebbe diventata la mafia giapponese: il 17° secolo tra la fine dell'Era Muromachi e l'inizio dell'Era di Edo.&lt;br /&gt; La prima ipotesi, forse quella più accreditata, fa risalire le origini ai &lt;b&gt;Kabuki-Mono&lt;/b&gt;, o &lt;b&gt;Hatamoto-Yakko&lt;/b&gt;. I Kabuki-Mono erano bande di Ronin, Samurai senza padroni, e di ex dipendenti di famiglie di Samurai.&lt;br /&gt; Con l'era Tokugawa, iniziò un periodo di pace nel Paese e molti Samurai, per mancanza di lavoro, vennero rilasciati dai loro padroni e divennero dei Ronin: si unirono tra di loro formando delle bande. Queste bande erano conosciute per la violenza con la quale taglieggiavano e terrorizzavano gli abitanti dei villaggi. Erano noti anche per i loro comportamenti rozzo e per il loro linguaggio volgare. Vestivano, inoltre, in maniera appariscente, con colori sgargianti, e portavano eccentrici tagli di capelli.&lt;br /&gt; L'altra ipotesi, sostenuta dalla stessa yakuza, considera come progenitori i &lt;b&gt;Machi-Yakko&lt;/b&gt;, una sorta di polizia privata che, costituita da commercianti, negozianti e anche da Ronin, aveva il compito di proteggere i villaggi dalla scorrerie dei Kabuki-Mono. Erano figure molto amate dalla popolazione e assunsero il ruolo di eroi popolari che intervenivano per proteggere i più deboli contro i terribili Kabuki-Mono. Gli affiliati Machi-Yakko erano dediti al gioco d'azzardo e instaurarono tra di loro una relazione del tutto simile a quella che esiste tuttora nella yakuza.&lt;br /&gt; Gruppi più simili alla moderna moderna mafia giapponese, nacquero alla metà del XVIII secolo: i Bakuto e i Tekiya.&lt;br /&gt; I &lt;b&gt;Bakuto&lt;/b&gt; erano giocatori d'azzardo che percorrevano il Giappone portando i loro giochi tradizionali. Essendo il gioco d'azzardo illegale, erano considerati molti in basso nel sistema feudale delle caste. Ciononostante molti signori feudali li assumevano per giocare con i loro dipendenti al fine di recuperare parte dello stipendio. I Bakuto usavano anche tatuarsi vistosamente il corpo. Dai Bakuto, probabilmente, deriva anche il nome &quot;Yakuza&quot;: tra i giochi che praticavano c'era l'Oicho-kabu, una sorta di Blackjack in cui però bisogna arrivare al punteggio di 19 e non di 21. Se un giocatore raggiunge il punteggio di 20, sballa: il 20 è quindi il punteggio peggiore, equivale a 0. Una di queste combinazioni che danno il risultato di 20 è 8-9-3 che in giapponese si legge come ya-ku-sa. La popolazione considerava i Bakuto come gente inutile, un 8-9-3, un yakuza.&lt;br /&gt; I &lt;b&gt;Tekiya&lt;/b&gt;, invece, erano venditori ambulanti che erano noti per la tendenza ad imbrogliare i clienti: vendevano merce di scarsa qualità se non, addirittura, contraffatta. Si univano in gruppi ed arrivarono a controllare le fiere dove offrivano, in cambio di soldi, un servizio di protezione agli altri commercianti. Fu in questo gruppo che comparve per la prima volta il termine Oyabun per designere la persona con la carica più alta.&lt;br /&gt; I Tekiya svolgeva un compito del tutto legale e cioò quello di supervisionare e proteggere i commercianti: per questo il governo di Edo rafforzò il loro potere dando la possibilità di portare la spada. Ma i Tekiya portavano avanti&lt;br /&gt; anche operazione illecite come, per esempio, il racket, le estorsioni. Anche loro ccupavano un posto molto in basso nel sistema delle caste.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt; Nel periodo intorno alla Seconda Guerra Mondiale, nacque un terzo gruppo chiamato &lt;b&gt;Gurentai&lt;/b&gt;. I Gurentai erano quelli che più degli altri si avvicinavano al concetto moderno di bande criminali: usavano la violenza per raggiungere i&lt;br /&gt; loro scopi, Erano vicini agli ambienti politici di estrema destra e ultranazionalisti, venivano spesso usati per intimidire le organizzazioni sindacali e avevano un rapporto stretto con molti ufficiali dell'esercito.&lt;br /&gt; Grazie a questi gruppi, negli anni precedenti il secondo conflitto mondiale, vennero portati a termine numerosi assassini politici. Parteciparono pure ad attività di spionaggio nelle colonie. Insomma in queglii anni i Gurentai rappresentavano il braccio violento del regime per intimidire ed eliminare personaggi scomodi.&lt;br /&gt; Dopo la fine della Guerra, nonostante la lotta contro di essa degli Stati Uniti, la yakuza (intendendo quindi questi tre gruppi) non morì, ma, anzi sopravvisse grazie al mercato nero che si era diffuso nei primi anni dopo la guerra. Nel 1950 gli Stati Uniti alzarono bandiera bianca riconoscendo l'impossibilità di sconfiggere la yakuza. Oltretutto ufficiali dell'esercito si servivano della vasta reta instaurata della mafia per i loro scopi di gestione del Giappone post-bellico.&lt;br /&gt; Intanto la yakuza si stava adeguando ai tempi moderni: divenne più violenta, ramificò i suoi interessi in diverse direzioni. Anche il look cambiò e la spada venne sostituita dalla pistola e i membri, influenzati, dai film americani di gangster, comimciarono a vestirsi all'americana con occhiali da sole, completi scuri su maglietta bianca.&lt;br /&gt; Tra gli anni '50 e '60, il momento forse di massimo splendore della yakuza, si potevano contare circa 184.000 membri con 5.200 bande operanti in quasi tutto il Paese. In quegli anni scoppiò anche una violenta guerra intestina che terminò grazie all'intervento di un ambiguo personaggio: &lt;b&gt;Yoshio Kodama.&lt;/b&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;--------------------------&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;a target=&quot;_blank&quot; href=&quot;http://tuttogiappone.myblog.it/archive/2009/06/10/la-yakuza-2-parte-la-yakuza-moderna-i-riti-la-gerarchia-i-ra.html&quot;&gt;Seconda parte dell'articolo&lt;/a&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt; 
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<title>Mostra a Venezia: Naoshima. Art and Architecture Projects in the Seto Inland Sea</title>
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<author>noreply@myblog.it (parsifal661)</author>
<category>Il Giappone in Italia</category>
<pubDate>Wed, 03 Jun 2009 11:35:24 +0200</pubDate>
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&lt;p&gt;&lt;img src=&quot;http://tuttogiappone.myblog.it/media/02/01/1799173757.jpg&quot; id=&quot;media-775955&quot; alt=&quot;rev73926(1).jpg&quot; style=&quot;border-width: 0; float: right; margin: 0.2em 0 1.4em 0.7em;&quot; name=&quot;media-775955&quot; /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;L’esposizione Naoshima presenta vent'anni di storia di progetti d'arte/architettura a Naoshima (Giappone) ed una panoramica sui più recenti ed innovativi progetti realizzati dagli architetti Tadao Ando, Kazuyo Sejima, Ryue Nishizawa, Hiroshi Sambuichi e dall'artista Shinro Ohtake, nell'area del Mare Interno di Seto (Seto Inland Sea).&lt;/p&gt; &lt;p&gt;--------------------------&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Durata : 3 - 21 Giugno 2009&lt;br /&gt; Sede : Scuola Grande San Giovanni Evangelista&lt;br /&gt; San Polo 2454 Venezia&lt;br /&gt; Sito web : &lt;a target=&quot;_blank&quot; href=&quot;http://www.scuolasangiovanni.it/&quot;&gt;www.scuolasangiovanni.it&lt;/a&gt;&lt;a target=&quot;_blank&quot; href=&quot;http://www.bevilacqualamasa.it/&quot;&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;********************************&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Per l'elenco completo degli eventi clicca ===&amp;gt; &lt;a target=&quot;_blank&quot; href=&quot;http://www.facebook.com/group.php?gid=55851208463&quot;&gt;QUA&lt;/a&gt;&lt;/p&gt; 
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<title>I difficili rapporti con la Corea del Nord</title>
<link>http://tuttogiappone.myblog.it/archive/2009/05/31/i-difficili-rapporti-con-la-corea-del-nord.html</link>
<author>noreply@myblog.it (parsifal661)</author>
<category>politica</category>
<pubDate>Mon, 01 Jun 2009 06:57:00 +0200</pubDate>
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&lt;p&gt;&lt;img src=&quot;http://tuttogiappone.myblog.it/media/02/02/220090467.jpeg&quot; id=&quot;media-772560&quot; alt=&quot;Kim Jong.jpeg&quot; style=&quot;border-width: 0; float: left; margin: 0.2em 1.4em 0.7em 0;&quot; /&gt;I rapporti tra il Giappone e i suoi vicini asiatici, dalla fine della Seconda Guerra Mondiale, non sono certo idiallici anche se con molti di loro esiste comunque un solido rapporto di buon vicinato. Con la Cina persistono problemi relativi allo sfruttamente dei giacimenti di gas nel mar della Cina, con la Russia, a causa del contenzioso sulla 4 isole delle Curili meridionali, ancora non è stato siglato il trattato di pace, sui rapporti con la Corea del Sud pende la vicenda delle isole Dodko-Takeshima che sono coreane, ma che il Giappone rivendica. Ma è con la Corea del Nord che persistono seri problemi.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;A seguito della sconfitta nel secondo conflitto mondiale, al Giappone venne&amp;nbsp; mposta, dagli Stati Uniti, una Costuzione improntata al pacifismo. Questa Costituzione, tra le altre cose, vieta al Giappone di avere delle proprie forze armate: il famoso articolo 9. Poi, successivamente, l'articolo è stato interpretato in maniera meno restrittiva e sono nate così le Forze di Auto-Difesa che comunque non possono essere usate all'estero, se non sotto la bandiera dell'ONU.&lt;br /&gt; La Costituzione vieta anche il possesso e l'uso per scopi militari delle armi nucleari e vieta anche il passaggio sul proprio territorio di armi nucleari di altri Paesi.&lt;br /&gt; Essendo stato il Giappone l'unica nazione ad aver subito un bombardamento atomico, il Paese è molto sensibile su questo fronte e non può certo non guardare con grande timore i sogni del leader nord-coreano &lt;b&gt;Kim Yong Il&lt;/b&gt; di dotarsi di un missile capace di trasportare un ordigno nucleare e in grado di raggiungere il Giappone, Paese relativamente vicino alla Corea del Nord.&lt;br /&gt; Alcuni esponenti della Dieta vorrebbero che alle Forze di Auto-Difesa venisse data l'autorizzazione di sferrare il primo colpo, ma dagli ambienti governativi di assicura che le Forze giapponesi non apriranno mai le ostilità per primi e che rimarranno fedeli al loro mandato che è quello di difesa del territorio del Giappone.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Questo non è l'unico argomento di attrito tra i due Paesi.&lt;br /&gt; Altro argomento molto spinoso riguarda la questione dei cittadini rapiti dai nord-coreani; non rapimenti effettuati da bande malavitose di quel paese, ma atti compiuti direttamente su ordine del governo di Pyongyang.&lt;br /&gt; Il governo di Tokyo ha compilato una lista di 18 cittadini giapponesi che, nel periodo tra il 1970 e il 1990, sono stati rapiti dalla Corea del Nord. Di questi continua a chiedere la restituzione o di avere notizie circa la loro sorte.&lt;br /&gt; Le autorità della Corea del Nord, nel 2002 in occasione della visita del premier Koizumi, hanno ammesso il rapimento di 13 Giapponesi che però sarebbero tutti morti a parte 5, che sarebbero stati restituiti al Giappone, e 2 che avrebbe espresso l'intenzione di rimanere in Corea del Nord. Su questa affermazione dei governanti di Pyongyang, si sono sempre nutriti forti sospetti.&lt;br /&gt; L'organizzazione non governativa che si batte per il rientro dei rapiti, pensa che la lista contenga solo una minima parte delle persone effettivamente rapite che sarebbero più di 100. Il motivo di questi rapimenti sarebbe un tentativo della Corea del Nord di ottenere informazioni di varia natura riguardanti il Giappone.&lt;/p&gt; 
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