07/04/2009
La "Marcia della Morte" di Baatan

Quasi subito dopo l'attacco del 7 Dicembre del 1941 a Pearl Harbour, i Giapponesi iniziaro le operazioni per l'invasione delle Filippine. Già nella prima metà di Dicembre l'esercito imperiale mise piede nelle Filippine, l'aviazione conquistò il dominio nei cieli e in pratica l'arcipelago venne isolato da qualsiasi tentativo di farvi giungere rinforzi. Rinforzi che sperava di ricevere il Douglas Mac Arthur quando decise di ritirarsi nella penisola di Baatan cercando di resistere fino all'arrivo dei rinforzi dalla madrepatria.
Agli inizi di Gennaio iniziò la battaglia di Baatan. I combattimenti, molto aspri, durarono 3 mesi. Ormai persa anche Bataan, Mac Arthur, il 12 Marzo, fuggi a Mindanao da dove, il 22 Marzo, volò in Australia
Il 3 Aprile iniziò l'attacco finale che portò, il 9 Aprile, alla resa del Generale Edward P. King con i suoi oltre 75.000 soldati tra filippini ed americani: fu la più numerosa resa nella storia dell'esercito americano.
Dopo la conquista della penisola di Bataan, i Giapponesi si ritrovarono fra le mani circa 75.000 prigionieri di guerra da dover trasferire nel campo di prigionia O'Donnell nella provincia di Tarlac distante un centinaio di chilometri. L'esercito imperiale non era preparato per un trasferimento così massiccio, i mezzi erano scarsi e malridotti, ed inoltre le strade erano sconnesse e accidentate.
Immediatamente iniziò, con mezzi di fortuna, la terribile marcia dei prigionieri verso Camp O'Donnell: un crimine di guerra ricordato con il nome di "La marcia della morte di Bataan".
I prigionieri, molti dei quali in cattive condizioni di salute, vennero costretti a camminare, sotto un sole implacabile, per decine e decine di chilometri senza assolutamente niente da mangiare o da bere. Chi si attardava veniva ucciso sul posto. A migliaia, durante il viaggio, morirono per malattia, disidratazione, fame, ferite. Molti prigionieri vennero decapitati o colpiti con le baionette.
Nonostante ci furono molti che riuscirono a fuggire, moltissimi furono i morti anche se un conteggio ufficiale non è mai stato fatto. Circa 54000 dei 75000 prigionieri giunsero a destinazione.
Il 6 Giugno di quell'anno, i filippini detenuti in quel campo, ottennero la libertà. I prigionieri americani, circa 10000, vennero poi trasferiti a Cabanatuan da dove, mediante le famigerate "Hell Ships", vennero trasferiti in campi di prigionia in Giappone, in Corea ed in Manciuria.
Nel Gennaio 1945 le Filippine vennero riconquistate dagli Americani che liberarono 511 loro connazionali ancora detenuti a Cabanatuan. Il Generale Masaharu Homma, responsabile della "nmarcia della morte", venne riconosciuto colpevole di crimini di guerra e condannato a morte: venne fucilato il 3 Aprile del 1946.
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29/05/2008
I Kamikaze: un veloce riassunto
Raccontare il fenomeno dei Kamikaze è complesso e non basta certo un semplice post in un blog per far capire le tante sfacettature: politico, militare, morale, sociale e religioso. Cercherò di fare ora un breve riassunto e poi magari tornerò sull'argomento con altri post esaminando più in dettaglio singoli argomenti correlati a questo fenomeno così unico nella storia militare. Nell'Ottobre del 1944 l'impero nipponico era in grave pericolo: una serie di sconfitte avevano posto termine all'espansionismo giapponese. Il divario di tecnologia, di mezzi e di uomini con le forze militari americani, dopo essersi via via ridotto, cominciava a pendere a vantaggio degli Stati Uniti la cui avanzata pareva ormai inarrestabile.
In quegli ultimi mesi del 1944 gli occhi dell'esercito degli Stati Uniti si erano posati sulle Filippine. Ci si aspettava una invasione in grande stile e nelle alte gerarchia militari giapponesi c'era la convinzione che quella sarebbe stata forse l'ultima occasione per il Giappone di risollevare il corso della guerra che ormai sembrava irrimediabilmente segnato.
Fu allora che l'ammiraglio Takijiro Onishi, comandante della 1° Flotta Aerea con base a Manila, nella convinzione che le normali armi non sarebbero bastate a fermare il nemico, propose l'idea di aerei che si sarebbero dovuti deliberatamente schiantare contro le navi americane. Nacque così la Forza Speciale d'Attacco Shinpu.
La parola "Shinpu" si traduce dal giapponese come "vento divino". Un errore di traduzione da parte di un militare americano ha trasformato questa parola in "Kamikaze" che vuol dire anch'esso "vento divino" e per di più si scrive nella stessa maniera. Poi la parola "Kamikaze" ha preso velocemente piede in tutto il mondo ed in breve ha sostituito quella originariaria.
La parola di riferisce al famoso fatto riguardante la fallita invasione del Giappone da parte delle orde del re mongolo Kubilai Khan. In ben due occasioni, nel 1274 e nel 1281, le flotte mongole vennero distrutte da providenziali tifoni che quindi assunsero la definizione di "vento divino" come se fossero stati gli dei a mandare i tifoni per proteggere il Giappone.
La prima Forza Speciale d'Attacco venne così creata poco dopo la metà di Ottobre del '44. Quattro furono gli squadroni costituiti: Shikishima, Yamato, Asahi e Yamazakura. Il loro compito era quello di colpire le portaerei americane rallentando in questo modo l'avvicinarsi della flotta americana alle Filippine e permettere l'arrivo della flotta imperiale giapponese per quella che sarebbe dovuta essere la battaglia decisiva per le sorti del Giappone.
Il sacrificio di quei giovani piloti, come era prevedibile, fu inutile: gli americani sbaragliarono la flotta nipponica, sbarcarono a Leyte e conquistarono le Filippine.
Nonostante ciò gli attacchi Kamikaze continuarono fino all'ultimo giorno di guerra ed ebbe la sua massima attività nella primavera del 1945 e, in particolar modo, durante la battaglia di Okinawa.
L'ammiraglio Onishi, da tutti considerato, il padre dei Kamikaze, qualche giorno dopo la fine della guerra si suicidò con il tradizionale harakiri.
14:34 Scritto da parsifal661 in Guerra del Pacifico, Storia | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: kamikaze, shinpu, takijiro onishi | OKNOtizie |
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07/05/2008
La strana storia dei palloni-bomba
Sul finire del 1944 la situazione militare del Giappone, durante la Guerra del Pacifico, cominciava a farsi molto pesante. Lo scontro con gli Stati Uniti diventava di giorno in giorno sempre più impari. Nei vertici militare nipponici ci si rese allora conto che per sperare in una vittoria ormai era indispensabile ricorrere ad armi non convenzionali: fecero quindi la loro comparsa i kamikaze e....i palloni bomba.
Il progetto, condotto dal Generale Sueyoshi Kusaba prevedeva il lancio di palloni, riempiti di Idrogeno, che, spinti dal vento, avrebbero dovuto raggiungere il suolo americano per poi rilasciare un ordigno: in pratica un bombardamento sul suolo degli Stati Uniti. Si sperava così di incendiare le grandi foreste americano oltre colpire le città e creare panico fra la popolazione.
Il primo lancio di un pallone-bomba avvenne il 3 Novembre del 1944. Per arrivare negli Stati Uniti, avrebbe dovuto essere trasportato da una corrente, il jet-stream, che scorre a circa 9500 metri di altezza. Se il pallone scendeva troppo di quota l'altimetro provvedeva a sganciare un sacchetto di sabbia della zavorra, se saliva troppo l'altimetro azionava la valvola per rilasciare quel tanto di Idrogeno per tornare alla quota giusta. Un timer alla scadenza dei 3 giorni, quando si presumeva che il pallone fosse ormai sul territtorio degli Stati Uniti, faceva scattare una carica che aveva il compito di distruggere il pallone facendo precipitare a terra l'ordigno che trasportava.
L'idea era di per se geniale, ma i risultati furono tremendamente scarsi. Su circa 10000 che vennero lanciati nel periodo Novembre 1944 - Maggio 1945, si stima che solo 1000 palloni raggiunsero il continente americano. Trecento furono trovati ed osservati, ma degli altri 700 non si seppe mai niente. Caddero un po' dappertutto: Alaska, Canada, Oregon, Californa e in molti altri Stati fino al Messico. Il 5 Maggio del 1945 in un paesino dell'Oregon uno di questi ordigni scoppiò provocando la morte di 5 ragazzini e di 1 ragazza di 26 anni: furono le uniche vittime americane di bombardamenti sul suolo degli Stati Uniti durante la Seconda Guerra Mondiale.
Per nascondere gli effetti dei palloni-bomba, l'FBI impose una stretta censura su tutte le notizie riguardanti questi attacchi. Quindi i giapponesi, durante la guerra, non seppero mai i risultati di questo tipo di bombardamento. I lanci comunque terminarono nel Maggio del 1945. Dieci anni più tardi venne ritrovato un ordigno ancora funzionante mentre in Alaska, nel 1992 venne trovato uno di queste bombe non però più letale.
In fin dei conti l'idea, seppur bizzarra, non era male. Se invece di bombe anti-uomo o incendiarie i palloni avessero trasportato armi biologiche, che il Giappone aveva cominciato a sviluppare, nella sua famigerata Unità 731, i risultati per gli Stati Uniti sarebbero potuto essere ben peggiori anche se l'esito della guerra molto difficilmente sarebbe cambiato.
08:55 Scritto da parsifal661 in Guerra del Pacifico, Storia | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: palloni bomba, stati uniti | OKNOtizie |
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29/11/2007
Il Canada esige le scuse di Tokyo sulle "donne di comfort"
A 62 anni dalla fine delle Seconda Guerra Mondiale ancora si discute sui crimini di guerra compiuti dai militari giapponesei durante gli anni del conflitto. Uno di questi crimini il cui dibatttito ritorna spesso alla ribalta, è quello che riquarda le "donne di comfort".
Uno degli insegnamenti della Storia è quella di non commettere più errori del passato e quindi è indispensabile avere memoria delle persone e dei fatti che segnarono, in termini negativi, il nostro passato più o meno recente affinchè certi orrori non si ripetano più.
Uno di questi orrori, la cui interpretazione, ancora oggi fa discutere è, come dicevamo, quella riguardante le "donne di comfort", le schiave sessuali che venivano impiegato in bordelli gestiti dall'esercito giapponese.
Merito di aver riproposto l'argomento (non se ne parla mai abbastanza), è il Parlamento canadese che ha votato una risoluzione, non vincolante, in cui si chiede al governo di Tokyo scuse sincere ed inequivocabili per le responsabilità dei militari nipponici nella gestione dei bordelli e nel reclutamento coercitivo di giovani donne che venivano forzate a lavorare in quelle strutture a disposizione dei militari dell'esercito imperiale.
Analoghe risoluzioni erano stato adottate, nei mesi scorsi, anche da Stati Uniti e Olanda. Il Giappone ha mostrato fastidio di fronte a questi inviti ufficiali visti come un'ingerenza nella politica interna e nei rapporti che, su questo argomento, mantiene con due dei paesi più colpiti da quella tragedia: la Corea e la Cina.
In uno dei prossimi post esamineremo meglio questa immane tragedia delle "donne di comfort" e i punti di vista, molto distanti tra loro, delle varie parti in causa.
14:27 Scritto da parsifal661 in Guerra del Pacifico, Politica estera, Storia | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: donne di comfort, crimini di guerra | OKNOtizie |
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06/06/2007
65 anni fa, la battaglia delle Midway
Tra il 4 e il 6 Giugno del 1942 si svolse una delle battaglie più conosciute ed importanti, non solo della guerra del Pacifico, ma di tutta la seconda guerra mondiale: la battaglia delle Midway.
Sei mesi dopo l'attacco a Pearl Harbur, il Giappone, vittoria dopo vittoria, era diventata padrona del Pacifico Gli Stati Uniti, a causa delle perdite subite nell'attacco, erano costantemente sulla difensiva, ma la sua forza non era distrutta; continuavano ad essere una spina nel fianco e tra le gerarchie militari nipponiche cominciò a farsi strada l'idea che bisognasse chiudere i conti definitivamente con gli Stati Uniti.
A Pearl Harbor, base navale nelle Hawai, i giapponesi affondaro, fra le altre, ben quattro corazzate, e portarono un duro colpo alla flotta americana del Pacifico. Dall'ecatombe si salvarono le portaerei che, nel prosieguo del conflitto, avranno un ruolo determinante.
Il 18 Aprile del 1942, proprio da una portaerei, la Hornet, partirono gli aerei che bombardarono Tokyo e che provocarono un danno più psicologico che materiale.
Per distruggere completamente la flotta americana, cosa che le avrebbe permesso di avere le mani libere per ulteriori conquiste, il Giappone si decise per assestare il colpo finale. Gli american, grazie ai progressi nella decifrazione dei messaggi criptati nipponici, vennero a cononscenza dell'obiettivo dell'Ammiraglio Yamamoto: l'atollo delle Midway. Gli americani poterono quindi preparare la difesa in maniera adeguata.
Il vantaggio di conoscere in anticipo i piani della marina imperiale, il coraggio, le azzeccate scelte tattiche e anche un po' di fortuna, permisero agli Stati Uniti di infliggere una pesantissima sconfitta al Giappone. Le cifre parlano chiaro: quattro portaerei (Akagi, Kaga, Hiryu e Soryu) e un incrociatore pesante, le perdite nipponiche contro una portaerei (Yorktown) ed un cacciatorpediniere persi dagli americani. Inoltre i nipponici persero circa 3000 uomini contro i circa 300 americani.
Mentre l'industria bellica americana era in grado di riempire in poco tempo i vuoti lasciati dai mezzi persi nella battaglia, i giapponesi non erano in grado di fare lo stesso. Problema analogo per le perdite umane; alle Midway i giapponesi persero migliaia di validi piloti e tecnici preparati grazie ad intensi corsi svolti prima della guerra. I rimpiazzi c'erano, ma la qualità non era la stessa.
La battaglie delle Midway non fu decisiva per la guerra del Pacifico, ma segnò una svolta; la vittoria consentì agli americani di passare all'attacco, solo sei mesi dopo Pearl Harbor. Il Giappone, solo con la vittoria alla Midway avrebbe potuto coltivare concretamente il sogno di vincere la guerra e costruire il suo impero su tutto l'Asia Orientale e sull'Oceania.
La guerra sarebbe durata ancora per ben tre anni, ma ormai l'esito sembrava irrimediabilmente favorevole agli Stati Uniti anche se sarebbero stati tre anni di scontri duri e con notevoli perdite da ambedue le parti.
Adesso l'atollo delle Midway, lungi dall'essere una base militare, è un'oasi naturalistica dove trovano rifugio una gran quantita di rari uccelli. Dal 2006 è entrato a far parte del "Northwestern Hawaiian Islands Marine National Monument".
09:20 Scritto da parsifal661 in Guerra del Pacifico, Storia | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: midway, battaglie | OKNOtizie |
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