18/03/2009
Shigeo Tokuda: star del porno a 74 anni
Se uno pensa all'equivalente giapponese di Rocco Siffredi, la mente va subito a qualche bel giovanotto magari anche capace di fare strage di cuori femminili, ma invece la realtà è ben diversa.
Il suo nome, in Italia, forse è conosciuto solo dai cultori del genere, ma in Giappone, Shigeo Tokuda, è una celebrità. E' un arzillo pensionato di 74 anni che è riuscito nell'impresa di diventare una star.......del porno.
La sua storia rispecchia quella di molti anziani giapponesi che, arrivati alla fine dell'età lavorativa, un po' per non morire di noia e un po' per integrare la, spesso insufficiente, pensione, si trovano una nuova occupazione.
Shigeo Tokuda, uno pseudonimo, ha iniziato la carriera di porno attore con piccole parti, ma poi, visto che il pubblico gradiva le sue prestazioni, la casa produttrice, Ruby, ha deciso di puntare su di lui rendendolo protagonista di molti suoi film. A tuttora Tokuda ha girato 350 film e non ha certo intenzione di smettere. Nonostante abbia sofferto di un attacco di cuore, tre anni fa, si sente in grande forma. Attualmente vive nei sobborghi di Tokyo con la moglie e la figlia che però sono ignare della seconda vita di Tokuda che, per questo motivo, non ha mai voluto rivelare il suo vero nome.
Al di là del campo nel quale ha deciso di esprimere il suo talento, Tokuda sta lanciando un positivo messaggio: anche nella cosidetta terza età la vita può riservare piacevoli soddisfazioni. La vita merita di essere vissuta fino in fondo, è il suo messaggio.
La società giapponese sta costantemente invecchiando e anche questo mondo, il mondo del porno, è costretto ad adeguarsi. Fra i fruitori di film per adulti sono sempre di più gli anziani che mostrano di gradire di più i film con "attrici" mature piuttosto che film con ragazze giovani o molto giovani. Secondo gli ultimi dati circa 1/3 di video per adulti sul mercato hanno attori non proprio giovanissimi.
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31/07/2008
Tre film nipponici al Festival di Venezia
Saranno ben tre i film che rappresenteranno il Giappone al 65° Concorso Cinematografico che, dal 27 Agosto al 6 Settembre, si svolgerà a Venezia. Di questi, ben due sono film d'animazione. I tre registi presenti alla competizione ufficiale sono di grande prestigio internazionale: Takeshi Kitano (nella foto), Hayao Miyazaki e Mamoru Oshii.
Kitano, che ormai possiamo definire un habituè del concorso, presenta una commedia, "Akiresu to kame", con cui spera di ripetere i successi avuti con "Hana-bi", Leone d'Oro nel 1997, e con lo splendido "Zatoichi", Leone d'Argento nel 2003. In "Akiresu to kame" è, come detto, una commedia in cui il regista è anche attore, con il suo solito pseudonimo di Beat Takeshi, e intepreta un pittore, senza grande talento, aiutato da una moglie gravemente malata.
Il secondo autore giapponese in gara è il famoso Hayao Miyazaki maestro del cinema d'animazione e creatore di capolavori come "La Principessa Mononoke", "Il Castello errante di Howl" e "La Città Incantata". L'opera, "Gake no Ue no Ponyo" (Ponyo sulla Scogliera) che è in corsa per la conquista del Leone d'Oro, narra l'amicizia di Sosuke, un ragazzino di 5 anni, con Ponyo, la Principessa dei Pesci Rossi.
Terzo rappresentante nipponico è Mamoru Oshii che presenta Sukai Kurora (The Sky Crawlers), anch'esso un film d'animazione, che racconta le vicende di un gruppo di giovani piloti militari, geneticamente modificati per non invecchiare mai, che combattono una guerra per il divertimento degli adulti.
Trailer :
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07/04/2008
Vita difficile per il documentario "Yasukuni"
Il documentario "Yasukuni" del regista cinese Li Ying, che sta per essere rilasciato in Giappone, non cessa di provocare polemiche per l'argomento che tratta. Tre cinema di Tokyo, hanno cambiato il loro programma delle proiezioni ed hanno tolto dal catellone il film che così non verrà proiettato in nessun cinema della capitale.
I responsabili dei cinema, hanno negato di aver subito delle pressioni da parte di gruppi di estrema destra, ma dicono che la ragione è stata presa per non danneggiare, in caso di incidenti e proteste, gli esercizi commerciali della zona.
Il documentario, vincitore del primo premio al recente festival di Hong Kong, è uno studio sulla situazione attuale del sacrario scintoista di Yasukuni. Secondo il regista è una visione equilibrata di quello che rappresenta al giorno d'oggi Yasukuni.
Alcuni parlamentari del Partito Liberale hanno chiesto una visione anticipata dell'opera temendo che possa contenere verità distorte.
Nel sacrario scintoista di Yasukuni vengono commemorati i due milioni e mezzo di soldati morti in operazioni bellica. Vi vengono onorati anche 14 ufficiali ritenuti, da un tribunale internazionale, criminali di guerra e macchiatisi di reati contro l'umanità. Per molti, soprattutto Cina e Corea del Sud, rappresenta il passato militarista e coloniale del Paese. Le visite ufficiali che l'ex Premier Junichiro Koizumi effettuava al sacrario scintoista, avevano scatenato dure polemiche da parte di Cina e Corea, due paesi che hanno pagato duramente pel periodo del colonialismo nipponico nella prima metà del secolo scorso.
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31/03/2008
Trovati gli antenati degli anime
In un antico mercato della città di Osaka, sono state rinvenute, contenute in un contenitore di carta, due pellicole relative a due filmati di animazione risalenti rispettivamente al 1917 e al 1918. Ora sono in custodia presso il Museo Nazionale di Arte Moderna.
Si tratta, quindi, di due brevi film d'animazione, della durata di un paio di minuti, creati agli albori dell'industria cinematografica e degli anime in particolare.
Il primo soggetto, del 1917, "Nakamura-gatana" (Una Spada Ottusa) è una commedia che parla di un samurai che è stato truffato nell'acquisto di una spada. Il secondo, invece, del 1918, riguarda un racconto popolare di un pescatore che, dopo aver salvato una tartaruga, viene da questi condotto in un castello in fondo al mare.
La buona condizione in cui sono state trovate le pellicole è stata merito della buona ventilazione assicurata dal contenitore di carta in cui erano contenute.
Esperti del museo asseriscono che dell'esistenza di queste due pellicole si sapeva dalla lettura di documenti storici, ma che si temeva fossero andati irrimediabilmente perduti. La scoperta quindi assume una grande importanza per studiare le origini e le evoluzioni del mercato degli anime, uno dei più importanti ed internazionalmente conosciuti del Giappone.
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20/02/2008
In pericolo un documentario su Yasukuni
Si avvicina la data dello sbarco sul mercato nipponico del documentario "Yasukuni" girato dal regista cinese Li Ying. L'uscita in Giappone è prevista in Aprile, ma la data è messa in forse dalle continue minacce che il regista e lo staff che ha lavorato al documentario stanno ricevendo da parte di ambienti dell'estrema destra giapponese.
Il documentario, presentato con successo in alcuni festival importanti con la Berlinale o il Sundance Film Festival, parla del controverso sacrario scintoista di Yasukuni dove sono ricordati oltre 2 milioni di soldati dell'esercito imperiale morti nei vari conflitti del XX secolo. Vi sono ricordati anche 14 criminali di guerra e proprio questo fatto rende il tempio un luogo controverso e, in un certo senso, imbarazzante per il governo di Tokyo.
Il regista, che ha ricevuto numerosi attestati di solidarietà e consigli ad andare avanti nonostante le minacce, spera che il suo lavoro, frutto di 10 anni di ricerche, possa aprire un utile dibattito, in Giappone, sul passato militare del Paese e sulle sue resposabilità durante e prima il secondo conflitto mondiale.
Gruppi di estrema destra non sono nuovi a questo tipo di minacce. Giornalisti, parlamentari, scrittori spesso hanno ricevuto minacce a seguito di qualche loro critica alla figura dell'Imperatore o per il passato militare del Giappone.
Seppur ufficialmente il Paese si è più volte scusato con i suoi vicini asiatici per le brutalità inflitte loro durante la fase coloniale e della guerra mondiale, sul piano interno ancora rimangono delle zone d'ombra e delle reticenze: basti pensare allo stesso tempio di Yasukuni e alla polemica sulla Storia raccontata nei libri di testo per le scuole.
Le visite ufficiali dell'ex Premier Junichiro Koizumi a Yasukuni, dove esiste anche un contestato museo della guerra, hanno deteriorato i rapporti con la Cina. L'attuale Premier Yasuo Fukuda non ha nascosto, invece, la sua antipatia per Yasukuni e questo ha molto contribuito a migliorare i rapporti con Pechino.
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03/12/2007
Ancora polemiche su Nanchino
La strage di Nanchino, una delle pagine più nere della storia del colonialismo giapponese, continua a suscitare polemiche, a 70 anni di distanza. Quest'anno ricorre infatti il 70* anniversario e per l'occasione c'è stata una invasione di film, documentari sulla vicenda che spesso raccontavano una visione di parte della vicenda. Uno di questi film, che dovrebbe uscire la prossima primavera, ma che il regista ha presentato alla stampa in questi giorni, è "The Truth about Nanjing" (La verità su Nanchino) del cineasta nipponico Satoru Mizushima.Il film, un misto di fiction e documentario, racconta le ultime 24 ore di vita di alcuni criminali di guerra nipponici condannati a morte, da un tribunale internazionale, per crimini contro l'umanità. I criminali, in questa opera, vengono rappresentati più come martiri che come colpevoli di orribili misfatti durante il periodo coloniale e il secondo conflitto mondiale.
Sostenuto da autorità nazionaliste, tra le quali il governatore di Tokyo Shintaro Ishihara, e da donazioni private, il film getterà sicuramente benzina sulle polemiche che, nonostante i progressi di questi ultimi mesi, ancora avvelenano i rapporti tra Cina e Giappone.
La tesi del film, e del regista, è che i dati forniti dai Cinesi sui morti e sulle atrocità commesse durante il sacco della città di Nanchino, sono stati sovrastimati di molto e costruiti ad arte a fini politici. Secondo le autorità cinesi, in quei giorni, ci furono oltre 300.000 mila morti oltre a violenze inaudite contro la popolazione e contro le donne in particolare. Fonti internazionali parlano di 150.000 morti, dati comunque sempre spaventosi. Per il regista, inoltre, gli altri film usciti quest'anno e che trattano dell'argomento, sono solo propaganda
Ricordiamo brevemente quello che successe nel Dicembre del 1937.
Si era nel 1937, nel pieno della guerra sino-giapponese, le truppe nipponiche, dopo aver conquistato Shanghai, si diressero su Nanchino. Il 9 Dicembre di quell'anno arrivarono in vista della città e lanciarono un ultimatum ai difensori che si sarebbero dovuti ritirare entro 24 ore: non ricevettero risposta. Dopo due giorni di intensi bombardamenti, le truppe cinesi si ritirarono e i giapponesi entrarono in città. Era il 13 Dicembre 1937. Nelle settimane successive le truppe imperiali si resero protagoniste di una delle più nere pagine dell'umanità: stupri, violenze di ogni tipo, civili decapitati, assassinii di donne e bambini, saccheggi.
I due paesi, Cina e Giappone, hanno recentemente creato una commissione di storici per stabilire, una volta per tutte, la verità di quel periodo storico, ma, sul successo dell'operazione, pendono molti dubbi.
14:24 Scritto da: parsifal661 in cinema e tv, cronaca, Storia | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: nanchino, strage, crimini di guerra | OKNOtizie |
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13/09/2007
La strage di Nanchino al cinema
Nel Dicembre del 1937, dopo qualche giorno di assedio, le truppe imperiali nipponiche entrarono a Nanchino, che allora era la capitale della Cina, ormai abbandonata dalle truppe cinesi. Quello che successe nei giorni seguenti costituisce una delle pagine più nere della storia del Giappone e di tutto il XX secolo. I soldati si abbandonarono a saccheggi, alle violenze nei confronti dei civili, decine di migliaia furono le donne violentate, incendi e atrocità di ogni genere. Il conto dei morti oscilla tra i 300.000 denunciati dai cinesi e i 20.000 citati dai giapponesi. Stime, di fonte indipendente, parlano di circa 150.000 morti, ma la gravità dell'episodio non cambia.
A 70 anni dall'evento, la ricorrenza ha dato lo spunto ad una serie di film, di vari paesi, incentrati sui quei tragici avvenimenti.
Uno dei più attesi è forse quello del cinese Lu Chuan, "Nanking ! Nanking !". Il film racconta il massacro visto con gli occhi di un soldato cinese, di un soldato giapponese e di un missionario straniero. Liu Ye, che interpreta il militare cinese, ha in precendenza lavorato con artisti del calibro di Maryl Streep e Yang Yimou. Il nome dell'attore giapponese, che interpreta il ruolo del soldato dell'esercito imperiale, non è stato ancora rivelato, forse per motivi di sicurezza visto che potrebbe avere problemi in Patria a causa di qualche testa calda ultra nazionalista.
Ma ci sono anche altri film, e documentari, sull'argomento che sono già usciti o che usciranno a breve sul mercato. L'americano Simon West sta preparando "Purple Mountain" e americano è anche il documentario "Nanking" che ha visto partecipare Woody Harrelson e Mariel Hemigway. Anche Hong Kong ha il suo film: "Nanking xmas 1927" del regista Yim Ho. Non poteva certo mancare il Giappone i cui film sull'argomento tendono però a dare una visione di parte dell'avvenimento; i giapponesi hanno sempre sostenuto che l'orrore di quei fatti è stato artificiosamente ingigantito dai cinesi per motivi di propaganda,
15:36 Scritto da: parsifal661 in cinema e tv | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: storia, strage di nanchino | OKNOtizie |
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