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28/06/2008

Lago Toya e Windsor Hotel (video)

Fra pochi giorni si svolgerà al Windsor Hotel, nei pressi del lago di Toya, nell'isola settentrionale di Hokkaido, l'annuale incontro dei G8 che vedrà riuniti i grandi della Terra.
Nei prossimi giorni tornerò sull'argomento, ma intanto gustatevi questo video che mostra lo splendido scenario in cui si svolge il summit.

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27/06/2008

La nascita del Giappone moderno: La fine dell'isolamento - Seconda parte

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La continua crescita economica dei paesi occidentali ha portato questi a cercare nuovi mercati. Fu così che l'Inghilterra, gli Stati Uniti, la Russia e l'Olanda cominciarono ad interessarsi al Giappone. La Cina era ormai stata ridotta in uno stato semi-coloniale e non ci si illudeva che anche al Giappone, prima o poi, avrebbe fatto la stessa fine.
Nel Paese però c'era una maggioranza importante, incentrata sulla figura dell'Imperatore, che continuava ad opporsi a qualsiasi forma di apertura: di conseguenza le trattative diplomatiche per aprire il Giappone al mercato internazionale, fallirono.
Nel Luglio del 1853 gli Stati Uniti decisero di costringere con la forza il governo nipponico a fare quello che non erano riusciti ad ottenere con la diplomazia. Il commodoro Matthew C. Perry, a capo di una imponente flotta, si presentò quindi di fronte al porto di Edo (l'odierna Tokyo) con in mano l'ultimatum con cui il governo americano pretendeva l'instaurazione di rapporti commerciali: il Giappone avrebbe avuto pochi mesi per decidere come rispondere.
Questo fatto mise il Paese di fronte ad una scelta drammatica che avrebbe pesantemente condizionato il suo futuro. Nella società avvenne una spaccatura netta: da una parte lo Shogun favorevole ad accettare l'ultimatum e dall'altra l'Imperatore e la maggior parte dei Daimyo che erano assolutamente per una politica di apertura nei confronti degli stranieri. 
L'Imperatore che, fino ad allora, era vissuto molto ai margini della vita politica, cominciò essere preso in considerazione a tal punto che attorno all'Imperatore Komei si riunirono gli esponenti ostili all'apertura agli stranieri ed ostili anche allo shogunato. 
Lo Shogun, nonostante i molti pareri contrari ad accettare l'ultimatum, non poteva far altro che sottomettersi agli americani; il divario militare tra i giapponesi e le forze occidentali era netto e respingere l'ultimatum avrebbe portato a conseguenze durissime per il Giappone. E così, nel Febbraio dell'anno successivo, alla ricomparsa del Commodoro Perry, la Shogun decise di accettare l'ultimatum. Agli americani vennero aperti due porti: Hakodate, nell'isola di Hokkaido, e Shimane, non molto distante da Edo. Nel giro di un paio di anni anche Russia, Olanda e Inghilterra pretesero l'apertura delle mercato nipponico alle loro merci. I trattati stipulati non erano certo su base egualitaria: vennero detti "trattati iniqui" in quanto, essendo imposti al Giappone, non erano certo favorevoli a quest'ultima. I "trattati iniqui", per esempio, stabilivano che i cittadini stranieri, residenti in Giappone, venissero giudicati dal tribunale consolare del loro paese di origine e non da quello giapponese in caso di violazione della legge. Altro esempio era l'imposizione al Giappone del diritto di riscuotere al massimo il 5% del valore delle merci importate.
Altri porti vennero aperti agli stranieri e a loro venne consentito di stabilirsi sul suolo nipponico. L'arrivo sul mercato nazionale di prodotti stranieri di migliore qualità a causa del progresso tecnologico raggiunto dall'Occidente, provocò grossi problemi all'economia nipponia.

Era la fine di un'epoca: dopo due secoli di isolamento quasi completo il Giappone si apriva al commercio a ai contatti con l'esterno. La svolta portò il paese ad una situazione di spaccatura che sfociò in una breve guerra civile, la guerra di Boshin, tra i rinnovatori, legati alla figura dello Shogun Tikugawaw e i conservatori che, al grido di "fuori i barbari" e "onore all'Imperatore", anacronisticamente si opponevano a qualsiasi presenza straniera nel Paese.

Prima parte

14:14 Scritto da parsifal661 in Storia | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: tokugawa, shogun, william c. perry | OKNOtizie |  Facebook

25/06/2008

Per la prima volta nave militare in Cina

14890307afe4fcd19eda3ddc57eaa29f.jpgPer la prima volta dalla fine della Seconda Guerra Mondiale, una nave militare giapponese è entrate in un porto cinese, e questa volta con intenzioni pacifiche ed umanitarie visto che trasportava alimenti e materiale sanitario a favore delle persone colpite dal fortissimo terremoto dello scorso Maggio.
L'incrociatore nipponico Sazanami di 4650 tonnellate e 240 membri di equipaggio, partita dal porto di Kure, nella prefettura di Hiroshima, è entrate nel porto cinese di Zhanjiang dove è stato accolto con grandi onori dalle autorità e da alti graduati dell'esercito. La visita restituisce il'arrivo di una nave militare cinese, l'incrociatore Shenzen, che nel Novembre dello scorso anno, è entrato nel porto di Tokyo.
Naturalmente vedere di nuovo la bandiera militare giapponese in acque nazionali, avrà fatto correre un brivido a molti cinesi, soprattutto a quelli che hanno vissuto di prima persona il brutale dominio militare giapponese prima e durante l'ultimo conflitto mondiale, ma, per fortuna, i tempi sono cambiati e ora i due giganti asiatici, un tempo nemici, non perdono occasione per rafforzare il loro legame: è solo di pochi mesi fa, per esempio, l'accordo per lo sfruttamento comune dei giacimenti marini di gas naturale il cui contenzioso, per decenni, era una spina nel fianco della normalizzazione dei rapporti tra i due Paesi.

In Giappone però molti storcono il naso di fronte a queste storia d'amore con la Cina. Il gigante asiatico è certamente una pedina importantissima sullo scenario asiatico, ma presenta ancora dei punti oscuri: la repressione tibetana, il continuo aumento delle spese militari, una posizione molto ambigua sul tema del rispetto dei diritti umani, Da vari ambienti si accusa così il Premier di essere troppo morbido e accondiscente verso la Cina, ma d'altronde è sempre stato un pallino del Premier Yasuo Fukuda la normalizzazione dei rapporti con la Cina dopo che erano caduti ad un livello molto basso durante il governo Koizumi.

12:30 Scritto da parsifal661 in militaria, Politica estera | Link permanente | Commenti (2) | Segnala | Tag: cina, asia | OKNOtizie |  Facebook

24/06/2008

Un'alga che produce petrolio ?

7c3e006d8d0307f33d75d5eae1ef0a8f.jpgMentre il governo si appresta a varare sussidi ed incentivi fiscali per diffondere l'uso dell'energia solare nelle abitazioni private, Nel suo laboratorio il prof. Watanabe ha coronato il sogno della sua vita e cioè creare un'alga che produca petrolio. L'alga Botryococcus braunii è conosciuta per le sue proprietà energetiche e ora, opportunamente alimentata, è capace di produrre gocce di petrolio.
Attualmente il Giappone dipende totalmente dal Petrolio, ma la visione di Watanabe, probabilmente utopistica, è quella di un Giappone che, grazie a queste alghe, produca così tanto petrolio da guadagnarsi il diritto di sedere accanto ai grandi profuttori mondiali dell'Oro Nero.
Ma prima di arrivare a questo, per stessa ammissione del prof. Watanabe, la strada è ancora molto lunga. Attualmente i costi sono troppo alti ed ancora è meno costoso produrre petrolio con il metodo tradizionale. Per produrre il carburante necessario per soddsfare il fabbisogno energetico del Paese, ci vorrebbe un allevamento di alghe vasto circa 10.000 kmq. Ma la strada è avviata e non è detto che la ricerca in questo campo non riservi qualche interessante notizia in futuro.

12:30 Scritto da parsifal661 in scienza | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: petrolio, alga, energia | OKNOtizie |  Facebook

23/06/2008

La nascita del Giappone moderno: La fine dell'isolamento - Prima parte

56060661c242ec2cfd1e1e19b54c0a95.jpgNel 1600 d.C., con l'inizio dello shogunato (bakufu) Tokugawa, cominciò per il Giappone un periodo particolare, della durata di più di due secoli, che non trova l'equivalente in nessun tempo e in nessuna area geografica della terra.
Fu un periodo di pace, se si eccettuano alcuni scontri interni di poco conto, ma anche di isolamento, quasi completo, dal resto del mondo; molto rari erano i rapporti, più che altro commerciali, con l'esterno (Cina, Corea ed Olanda). I marinai stranieri che, a seguito di qualche naufragio, finivano sulle costa giapponesi, venivano messi a morte e i fortunati che riuscirono a tornare in Occidente raccontavano storie di violenze e di torture a cui venivano sottoposti i malcapitati stranieri che avevano la sventura di finire in quel Paese. Furono anche due secoli di stagnazione sociale e tecnologica; l'isolamento tenne il Giappone fuori dal progresso tecnologico ed industriale che i paesi occidentali raggiunsero nel XVIII e nella prima metà del XIX secolo. Mentre l'Europa viveva l'età dell'illuminismo, l'era industriale, le prime rivoluzioni, il Giappone era ancora in un periodo di tipo medievale. Fino al XVI secolo il Giappone si poteva ritenere allo stesso livello tecnologico degli altri paesi, ma nel XIX secolo il divario era nettissimo a favore dell'Occidente.
E i paesi occidentali non fecero nulla per portare il Giappone nel novero dei paesi industrializzati: semplicemente, presi dalle loro guerre e dai loro problemi, si dimenticarono della sua esistenza.
Questo stato di cose durò fino alla metà del XIX secolo quando un commodoro americano, Matthew C. Perry, inconsapevolmente diede il via ad uno spettacolare balzo in avanti che, nel volgere di appena un secolo, portò il  Giappone da uno stato tutto sommato medievale, arretrato tecnologicamente, politicamente e militarmente, ad essere un paese moderno con una una temibile potenza economica e militare. Questo processo, soprattutto per la brevità non ebbe uguali in tutta la Storia della civiltà. Tutto iniziò il Luglio del 1853 quando Perry e le sue navi da guerra fecero ingresso nella baia di Tokyo.

Seconda Parte

20/06/2008

Tsuchida Yasuhiko - Feed back soul and sun (mostra, Grosseto)

L’arte giapponese in mostra alla fortezza medicea di Grosseto.

Per ulteriori informazioni, cliccare QUI

Un Karaoke da 7 cm

b63b3363e75baeeee2ee8c991cff2429.jpgLa casa produttrice di giochi Takara Tomy lancerà sul mercato, ad Ottobre di quest'anno, "Hi-Kara", considerato il più piccolo Karaoke esistente. E' un piccolo monitor di 7 cm dotato di due prese per le cuffie. Il peso è inferiore al mezzo chilo. Il display di soli 2.4 pollici.
Può contenere fino a 10 canzoni contenute in una cartuccia, acquistabile separatamente, o scaricabili da internet. Il costo del giocattolo sarà di 10.000 yen (circa 60 euro) mentre le cartucce costeranno 4.330 yen (circa 25 euro).
Il prodotto è indirizzato soprattutto ad un pubblico giovanissimo il cui accesso ai locali di Karaoke, essendo dei luoghi dove si vendono alcolici, è ritretto.

Il Karaoke è estremamente conosciuto e diffuso in Giappone dove è nato agli inizi degli anni '70. Dal Giappone si è poi diffuso in tutto il mondo diventando un passatempo divertente per moltissimi appassionati che magari hanno sempre sognato di cantare. Sulla base musicale di una famosa canzone, la persona, dotata di microfono, deve cantare sostituendo la propria voce a quella del cantante del pezzo musicale. Per facilitare il compito, spesso, sul video, scorrono i testi della canzone.

In Giappone in ogni città esistono locali adibiti al Karaoke. Questi locali hanno delle stanze, dotate di monitor, dove i clienti, da soli o in compagnia di amici, si rifugiano per dare libero sfogo al loro passatempo preferito. Spesso sono gli uomini che, dopo una giornata di pesante lavoro, prima di tornare a casa, si rifugiano in questi locali dove cercano di liberare tutta la tensione accumulata con una, spesso improbabile, esibizione canora.   

19/06/2008

Andrea Quattrini - Diario giapponese (mostra, Roma)

Si svolgerà dal 19 Giugno al 31 Luglio 2008, presso la sala Santa Rita, a Roma in via Montanara, la mostra fotografica "Diario giapponese" dell'artista Andea Quattrini.

Per maggiori informazioni, cliccare QUI

14:46 Scritto da parsifal661 in mostre | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: fotografia, roma, andrea quattrini | OKNOtizie |  Facebook

18/06/2008

Un auto ad acqua ?

6656f38a2ee95b838388956d11cd6d8c.jpgCerto che se fosse vera la notizia sarebbe il sogno di qualsiasi automobilista e di tutti quelli che si battono contro l'inquinamento prodotto dagli attuali carburanti per auto. In un colpo solo potremo dire addio alle stazioni di servizio, alla costosa benzina: insomma potrebbe essere l'invenzione del millennio.
La società Genepax ha presentato alla stampa un protipo di auto che come carburante usa.....l'acqua. Con un semplice litro d'acqua, basta anche quella del rubinetto, l'auto è capace di percorrere 80 chilometri in un'ora.
Secondo quanto detto dalla società, un generatore estrarrà dalla acqua l'energia necessaria per far muovere l'auto. In questo modo non ci sarà più il problema di trovare una stazione di servizio in quanto, per il rifornimento, sarà sufficente tenere in auto qualche bottiglia di acqua.
La società spera di poter stringere accordi con varie compagnie automobilistiche per sviluppare ulteriormente questa tecnologia.

Ci sono però dei scetticismi sull'effettiva possibilità di usare l'acqua come carburante, se non altro perchè per estrarre energia dall'acqua e necessaria altra energia.
Comunque, che sia possibile o meno, lo vedremo in futuro, ma sono tante le compagnie, non solo nipponiche, che stanno progettando motori che possano essere alimentati con carburanti ecologici. L'inquinamento del pianeta e l'alto costo del Petrolio inducono a cercare fonti alternative come le benzine biologiche e l'idrogeno. Che anche l'acqua possa essere utilizzata, lo stabiliranno gli scienziati.

10:48 Scritto da parsifal661 in tecnologia | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: acqua, genepax, inquinamento | OKNOtizie |  Facebook

17/06/2008

Eseguite altre tre condanne a morte

4c6fd8631d0ccf4e8d9a031ce09bcd10.jpgAltre tre condanne a morte sono state eseguite ieri in Giappone. Due sono avvenute a Tokyo, a carico di un uomo di 45 e di uno di 37, accusato di furto ed omicidio, ed una ad Osaka di un uomo di 73 anni riconosciuto colpevole della morte di due donne nel 1985 e nel 1990.
La notizia sarebbe tristemente scivolata via se non fosse che uno dei giustiziati è Tsutomu Miyazaki uno dei più efferati serial killer di questi ultimi decenni in Giappone.
Arrestato nel Luglio del 1989, aveva ammesso di aver ucciso quattro bambine, di età compresa tra i quattro e i sette anni, di averle violentate, mutilate e di aver bevuto il sangue di una di loro. Di un'altra, dopo averla bruciata, aveva mangiato le ceneri. Secondo il suo racconto, con questi omicidi intendeva resuscitare il nonno morto tre mesi prima del suo primo omicidio avvenuto nel 1988. Il padre si suicidò nel 1994 perchè non sopportava i crimini commessi dal figlio.
Nel 1997 venne condannato a morte in primo grado, ma solo nel Febbraio del 2006 ci fu la sentenza definitiva che mise la parola fine a 16 anni di processi.
Durante il processo Miyazaki non ha mai dato cenni di pentimento e a nulla sono valsi i tentativi della difesa di appellarsi all'infermità mentale dell'accusato.

Sono 13 le esecuzioni capitali firmate dal Ministro della Giustizia Kunio Hatoyama da quando è entrato in carica nell'Agosto dello scorso anno. Sono ancora 103, invece, i detenuti nel braccio della morte.
Come sempre ad ogni esecuzione capitale in Giappone si ripropone la questione della pena di morte. Yasuo Fukuda, il Premier, ha per l'occasione affermato che non c'è nessun motivo di eliminarla in quanto nel Paese solo una piccola minoranza vuole abolire la pena capitale, ma, ha detto Fukuda, non verranno neanche ignorati i prevalenti sentimenti internazionali che spingono per l'abolizione della pena di morte in tutti quei paesi dove ancora viene applicata.  

10:47 Scritto da parsifal661 in cronaca | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: pena di morte, kunio hatoyama | OKNOtizie |  Facebook