Navi militari contro i pirati

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Ogni anno circa 2000 navi mercantili giapponesi passano il canale di Suez e sono costrette ad attraversare il mare davanti alla Somalia che, in questi ultimi anni, è diventato uno dei mari più pericolosi del pianeta per la massiccia presenza di pirati. Nel corso dell’ultimo anno più di 100 navi mercantili sono state attaccate e gli Stati Uniti, l’Unione Europea e la Cina hanno inviato in quelle acque navi militari per proteggere le rotte commerciali dagli assalti dei pirati.

Per proteggere le sue navi mercantili, e i suoi cittadini, anche il Giappone ha deciso di mandare nell’area delle navi mercantili e precisamente due cacciatorpediniere. Le unità avranno il compito di proteggere, se ce ne fosse bisogno, anche le navi commerciali di altri paesi e, naturalmente, avranno l’autorizzazione di usare le armi contro i pirati, le cui navi non si fermeranno all’intimidazione dell’alt, e, eventualmente, procedere all’arresto.

Il sostegno dell’opinione pubblica a questa decisione è piuttosto contrastata. I sondaggi mostrano un incremento delle persone che sostengono il provvedimeno, più del 50% degli intervistati, ma le polemiche, soprattutto da parte dei pacifisti, è alta.
La Costituzione pacifista giapponese impedisce l’uso dei militari all’estero in operazioni belliche non patrocinate dalle Nazioni Unite e per contrastare i pirati, compito che, dicono, spetta alla guardia costiera dei paesi dell’area, ci sono altri modi che mandare i militari. Ma i sostenitori del provvedimento ribattono che è ora che anche il Giappone, visto il grande numero di sue navi commerciali che solcano quei mari, si prenda le sue responsabilità e che si impegni in prima linea nella lotta contro la pirateria.

Navi militari contro i piratiultima modifica: 2009-03-13T10:57:35+00:00da parsifal661
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